Conte 2. I senatori a vita voteranno sì. Monti: Sono coerente, voto fiducia

I senatori a vita tifano per il Conte II e almeno, per oggi, faranno fare bella figura al nuovo esecutivo giallorosso. Mario Monti, Elena Cattaneo e Liliana Segre, con sfumature diverse, alcuni turandosi il naso, voteranno la fiducia in Senato al governo di Giuseppe Conte. Per oggi è una mezza ancora di salvataggio poi nelle prossime occasioni si vedrà: la cosa importante è far partire il governo anche se i numeri non sono in discussione ma molto risicati, quello, sì. Il governo, così, potrà sbandierare una maggioranza superiore a quella del governo precedente che sarebbe sinonimo di salvaguardia. Oggi è così, ma nel futuro, se veramente le opposizioni, ma sarebbe un caso rarissimo, fossero sempre compatte e presenti nell’Aula di Palazzo Madama, per il Conte II la legislatura potrebbe trasformarsi in un vero e proprio Vietnam.

La senatrice a vita Elena Cattaneo ha annunciato in aula del Senato il suo sì alla fiducia al governo Conte bis, sottolineando come nel programma l’istruzione e la ricerca tornano centrali. Cattaneo ha precisato che “il suo sì non è incondizionato” né “organico alla maggioranza” ma dipenderà dal merito dei provvedimenti.

Sulla stessa scia anche Liliana Segre. “Mi accingo a esprimere fiduciosa un voto favorevole a questo governo. Il mio atteggiamento di fronte alla nascita del governo è di preoccupazione e allo stesso tempo di speranza. Ho temuto un inesorabile imbarbarimento della nostra società e ora mi attendo che il nuovo governo operi concretamente” per la “difesa della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Resistenza”. Queste le parole della senatrice a vita Liliana Segre nell’annunciare il suo voto di fiducia la Conte 2.

Quello di Mario Monti, ex presidente del consiglio, è un sì un pò a sorpresa, ricco di distinguo e precisazioni nei confronti della nuova maggioranza giallorossa. Oggi ci sarà, nel prosieguo si vedrà. “Se dovessi essere coerente con me stesso dovrei votare la fiducia” e “oggi ho deciso di pretendere maggiore coerenza da me stesso che da altri e quindi di mettere alla prova una posizione di sostegno alla fiducia ma sottolineo molto che è indispensabile un vero mutamento di indirizzo”.

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