Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia commemorativa del quarantesimo anniversario dell??uccisione di Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Guido Galli, Mario Amato e Gaetano Costa e del trentennale dell??omicidio di Rosario Livatino, Roma, 18 giugno 2020. ANSA/UFFICIO STAMPA QUIRINALE/FRANCESCO AMMENDOLA +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Consultazioni al Quirinale chiuse. Mattarella: ‘Via libera a governo con la stessa maggioranza’

Terzo e ultimo giorno di consultazioni al Colle intorno alle 19 ci sono state le comunicazioni da parte del Quirinale. Lo ha detto il portavoce del Quirinale Giovanni Grasso.  Il centrodestra unito e la delegazione di M5s sono stati a colloquio con il capo dello Stato.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nelle sue affermazioni post-incontri ha fatto presente dell’esistenza di tre realtà critiche rappresentate dalla pandemia, dalla fragilità economica collegata alla stessa e dalla crisi di governo. 

Queste la sue parole: “L’Italia come tutti i Paesi sta affrontando nuove offensive della pandemia da sconfiggere con una decisiva campagna di vaccinazione. A questa emergenza si aggiunge una pesante crisi sociale e pesanti conseguenze sulla nostra economia. Queste ulteriori emergenze possono essere affrontate solo attraverso il rapido utilizzo delle risorse europee. Le tre emergenze richiedono immediati provvedimenti di governo: è doveroso dar vita presto a un governo con un adeguato sostegno parlamentare per non lasciare il Paese esposto agli eventi. Dai colloqui svolti al Quirinale è emersa la prospettiva di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente. Questa disponibilità va peraltro verificata. Adotterò con immediatezza un’iniziativa”.

“Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il presidente della Camera, Roberto Fico al Quirinale per le 19.30 di ieri sera”. 

Che la partita fosse tutt’altro che finita – ma appena cominciata – lo si era capito subito dopo che il Governo aveva incassato la fiducia al Senato con soli 156 voti, troppo pochi per garantire la stabilità politica. Il tentativo di allargare la maggioranza attraverso quella che era stata ribattezzata “operazione volenterosi” non è mai decollata e poche ore dopo al Premier Conte non è rimasto che imboccare la strada obbligata del Colle, per rassegnare le dimissioni.

Se, però, all’inizio il Conte-Ter sembrava l’ipotesi più quotata con il passare delle ore perde forza. Specie dopo il passaggio di ieri al Quirinale di Italia Viva che “per ora” comunica al Presidente Mattarella il no ad un reincarico a Conte. Prima mandato esplorativo.  Una vera e propria doccia gelata. A niente, almeno per ora, sembra essere valso l’ultimo tentativo dell’avvocato Conte che vuole provare a tornare al Governo per la terza volta e ha chiamato Renzi .

Una chiamata che il senatore di Rignano sull’Arno aspettava ormai diverse settimane e che secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera è stata molto poco diplomatica.  Per molti  Conte ha voluto testare le intenzioni dell’”avversario” che, da far suo, gli ha rinfacciato “la scandalosa ricerca di singoli parlamentari per sostituire quelli di Italia Viva.

Che sia davvero la fine quanto piuttosto l’inizio della pace (la politica, si sa, è l’arte del possibile) è ancora troppo presto per dirlo. Intanto è già partita il toto-nomi qualora naufragrasse definitivamente il Conte-ter.

 Mattarella starebbe pensando di affidare al presidente della Camera un mandato esplorativo dal quale però con grande probabilità il grillino tornerebbe senza i numeri. Tradotto: game over per il Conte- Ter. 

Il Movimento 5 Stelle si spacca subito dopo le dichiarazioni del capo politico Vito Crimi , rilasciate dopo le consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella . Prima le parole dell’ex ministra Barbara Lezzi, poi l’attacco frontale di Alessandro Di Battista, pronto a lasciare il M5S nel caso in cui i vertici provassero a creare una maggioranza con Italia Viva di Matteo Renzi.

La posizione del M5s su Renzi “è un repentino cambio di linea al quale, per essere legittimato, deve seguire un voto degli iscritti. I due governi formati dal 2018 hanno visto centrale il voto dei nostri iscritti. Anche in questo caso è necessario”, ha twittato Barbara Lezzi, commentando un post del deputato Emilio Carelli che diceva: “Il M5s ha definito la linea per il Colle: no a veti su Italia Viva, ma avanti con Giuseppe Conte”.

“Le dinamiche interne al M5s le lasciamo a loro. Noi abbiamo chiesto ieri che ci sia atteggiamento chiaro degli altri partiti di maggioranza verso di noi per una maggioranza politica seria. Mi sembra che la risposta sia stata coerente: verificheremo i passaggi successivi”, dice Ettore Rosato, presidente di Iv, dopo l’apertura della delegazione M5s: “Dopodiché noi – vogliamo essere chiari – abbiamo detto che dobbiamo confrontarci sui contenuti perché il governo è caduto sull’incapacità di fare le cose. Non si può dire che è andato tutto bene. Se ci confrontiamo con molta schiettezza può nascere un governo più forte di prima”.

Ancora più duro Alessandro Di Battista, che su Facebook ha scritto: “Prendo atto che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico“.

“Significa rimettersi nelle mani di un accoltellatore professionista – ha aggiunto – che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate. L’ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie”.

“Le cose dette da Crimi vanno nella direzione che avevamo chiesto – ha invece detto a Rainews24 Ettore Rosato di Italia Viva -: se ci si parla con schiettezza e se si riprende quel filo di legislatura mettendo al centro le cose che interessano gli italiani, sono convinto che ci siano i presupposti per fare un buon lavoro”.

In questo contesto, per ora il centrodestra, che è stato ricevuto da Mattarella prima dei Cinque Stelle, non sembra poter entrare in partita perchè, per difendere la sua unità, ha riproposto le elezioni anticipate anche se, Meloni a parte, non ha mancato di lanciare segnali di relativa disponibilità verso un governo istituzionale.

Nicola Zingaretti esce dal Quirinale dopo le consultazioni e non si avvicina alle telecamere per rilasciare dichiarazioni. Un gruppo di giornalisti lo bracca mentre sta per salire in auto e gli chiede se il Pd è disposto ad accettare Renzi in una nuova maggioranza. “Grazie a tutti, buon lavoro – taglia corto Zingaretti, che già dopo le consultazioni al Quirinale era uscito senza rispondere alle domande della stampa, e aggiunge – guardate la mia relazione di ieri, era chiarissima”.

 

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