Consip e dintorni

La Consip è la centrale acquisti delle pubbliche amministrazioni.Costituita nel 1997, svolge attività di consulenza e assistenza per l’acquisto di beni e servizi. Ha una funzione eminentemente tecnica, deve assicurare che vengano acquistati i beni e i servizi necessari allo Stato e agli altri enti pubblici, centrali e locali, al prezzo più conveniente, con la massima trasparenza e onestà. Non ha fini politici e non è soggetta a direttive governative, è una società per azioni con un unico azionista che è il ministero dell’Economia, tre amministratori, due dipendenti dell’amministrazione, un terzo, dotato di deleghe, nominato dall’esterno. Per questa nomina non vi sono stati bandi, non è data la possibilità di presentare candidature. La scelta avviene in modo del tutto discrezionale. L’organismo di cui scriviamo è uno delle migliaia sui quali si allungano in modo invasivo e soffocante le mani della politica, nonostante la loro funzione tecnica e che possa essere svolta anche da persone sconosciute al governo e al Parlamento. La loro attività si svolge secondo linee che sono fissate dalle leggi. Eppure il controllo invasivo della politica li sottopone a scelte di vertice, sicuramente in molti casi eccellenti, ma compiute secondo criteri certamente di parte: quello della fedeltà, quello dell’appartenenza allo stessa cerchia di persone, quello della fede politica. Tutti questi criteri non sono funzionali allo scopo di mettere in campo bravi ed onesti tecnici. Un tempo la richiesta di posti e di influenza della politica veniva soddisfatta con le partecipazioni statali e con le banche pubbliche: Sottratte le banche alla res pubblica e privatizzate le partecipazioni statali, la fame di posti si è concentrata su un’area formalmente privata, ma sostanzialmente pubblica. In vent’anni quest’area si è andata ad ingrossare sempre di più. Poi le nomine governative o politiche sono dilagate con il cosiddetto “spoils system”, che ha asservito ai politici quasi tutti gli amministratori statali, regionali e locali di vertice. Nello stesso tempo, proprio negli stessi anni veniva varata la legge in cui si sanciva il principio di distinzione tra politica e pubblica amministrazione: alla prima spetta la funzione di dettare gli indirizzi, alla seconda di gestire. E’ un principio essenziale di ogni ordinamento moderno.Secondo questo principio,in termini chiari e pratici, i politici non dovrebbero mettere mani nella gestione, ma limitarsi a dettare gli indirizzi e alla fine controllare i risultati.Parlando delle indagini che riguardano la Consip, vorremmo che si concludessero al più presto e senza riscontri di corruzione e irregolarità. E per rispondere sommessamente all’ad di Consip, non ci dispiacerebbe se per un po’alla guida dell’ente ci fosse un ‘monaco tibetano’, almeno finché non si porrà mano al riordino di questo porto delle nebbie, per restituire alla buona amministrazione il ruolo che le compete.

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