Dopo settimane di trattative hanno tenuto banco le divergenze sulle deroghe alle norme sugli appalti e sulle opere pubbliche da affidare a commissari, nonché sull’abuso d’ufficio, su cui Italia Viva esprime la sua riserva, e su norme come quella dell’interoperabilità dei dati, su cui discutono i ministri Pisano e Gualtieri. La discussione sulle opere da sbloccare sembra essere ancora sul tavolo. Non entra nel testo del decreto l’elenco delle 40, 50 opere. Tempo fino a fine anno per nominare i commissari.

La discussione si è infiammata sulle 100 pagine dl semplificazioni. Quattro ore di discussioni articolo su articolo. Il premier Giuseppe Conte ha ottenuto il via libera a quella che considera “la madre di tutte le riforme” e che nei prossimi giorni illustrerà ai partner europei nei contatti in vista del Consiglio dell’Unione Europea sul Recovery Fund.

La discussione si è accesa in particolare sulla possibilità non solo per i commissari ma anche per le stazioni appaltanti di agire, per far fronte agli effetti negativi dell’emergenza Covid, in deroga a tutte le norme, tranne quelle penali, antimafia e quelle sulla sicurezza sul lavoro. Restano infatti le perplessità di Partito Democratico e Liberi e Uguali sulle deroghe, introdotte sul “modello Genova”. Una prima intesa ci sarebbe sull’elenco delle grandi opere considerate prioritarie e che saranno affidate a commissari ma la lista non entra nel testo del decreto ma nel piano “Italia veloce” del ministero delle Infrastrutture, che è un allegato al Programma nazionale delle riforme e comunque per la nomina dei commissari dovrebbe esserci tempo fino a fine anno.

Il Consiglio dei ministri trova un accordo sul Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva), ma viene stralciata, su richiesta di Roberto Speranza, la norma che aumentava le percentuali di subappalti. Per quello che riguarda la modifica del reato di abuso d’ufficio, l’intesa arriva nonostante Iv metta a verbale la sua riserva. Con la nuova modifica sarà punibile chi violi “specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali residuino margini di discrezionalità”.