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Considerazioni su ‘A steady rain’ in scena al Teatro Eliseo di Roma fino all’11 dicembre

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Roberto Staglianò le sue considerazioni su ‘A steady rain’ in scena al Teatro Eliseo di Roma fino all’11 dicembre prossimo.

 

Keith Huff è un drammaturgo statunitense co-autore di serie televisive di enorme successo come House of Cards  e True Detective. ‘A steady rain’ (Pioggia dentro), in programma al teatro Eliseo fino all’11 dicembre, è la sua opera più famosa. Negli Stati Uniti ha ottenuto un enorme successo ed è andata in scena recentemente a Brodway con Daniel Craig e Hugh Jackman.

La versione italiana è magistralmente diretta e interpretata da Davide Paganini (Joey) e Matteo Taranto (Denny). Due attori liguri di consolidata esperienza, intensità e personalità interpretativa. Loro hanno acquistato, con grande fiuto artistico, i diritti per realizzare una versione con idee innovative per il teatro italiano. L’idea è piaciuta molto a Luca Barbareschi il quale ha scelto questo spettacolo per la rassegna Eliseo Off, ospitata in un nuovo spazio all’interno dello stabile di via Nazionale, a Roma.

La struttura drammaturgica sviluppata con la tecnica dello storytelling, ovvero una narrazione coinvolgente che mira a dare forza alle emozioni e creare un legame con il pubblico in sala. Joey e Denny sono due agenti di polizia di Chicago ma sono anche amici d’infanzia oltre che colleghi. Il terzo elemento presente in scena è la pioggia o meglio il suo rumore, lo scroscio che evoca ricordi e suggestioni. Questo fa parte di un’altra componente fondamentale che rende questo testo e questo spettacolo unico nel suo genere: il suono della pioggia, i filmati, le immagini predispongono gli spettatori a vedere una pièce teatrale come se fosse un film.

 In scena ci sono solo due sedie e uno schermo nero. Ci sono Davide Paganini e Matteo Taranto che con la loro voce, il loro linguaggio corporeo differenziato, la doppia narrazione e la frammentazione cronologica di fatti, ricordi, circostanze evocano e parlano rivolgendosi al pubblico. Gli spettatori, come in una soggettiva cinematografica possono immaginare inseguimenti, sparatorie, vite ai margini, luoghi di prostituzione, storie di droga, corruzione e assassini seriali.

E questo si capisce già fin dall’ingresso in scena, rocambolesco come  un episodio di Starsky e Hutch che i due interpreti citano spesso. La prima scena o il primo ciak è come se fosse un’irruzione sulle note di Human di Rag’n’Bone Man: ‘dopo tutto sono solo un essere umano, non scaricare le tue colpe su di me’.  Joey è introverso, single e alcolista. Denny è macho e non è politically correct. Parla ossessivamente di televisori, di prendersi cura l’uno dell’altro come una sorta di dipendenza tra amici, delle lasagne fatte dalla moglie, di note disciplinari. I due agenti in servizio, a seguito di una chiamata per schiamazzi notturni, restituiscono inavvertitamente un ragazzo minorenne vietnamita ad un serial killer che dice di essere suo zio. Questo errore fa esplodere in modo tragico il rapporto di amicizia tra i due poliziotti, soprattutto nel momento in cui uno dei due dovrà assumersi la responsabilità dell’accaduto e questa scelta a cambierà inesorabilmente tutto.

Il testo è crudo nello svilupparsi del dramma della tragedia, ma contiene anche una rinascita difficile ma necessaria.  ‘A steady rain’ è un’esperienza imperdibile, da vivere a teatro catapultati nella una volante astratta di Joey e Denny, tra le strade di Chicago, sotto la pioggia battente. Emozionante e avventurosa come sa essere la vita.

Foto di  di Franco Bolzoni

Roberto Staglianò

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