Considerazioni di Barbara Lalle sul concerto di Ivan Talarico andato in scena al Teatro Vascello di Roma

 

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, le considerazioni di Barbara Lalle su ‘Il mio occhio destro ha un aspetto sinistro’, concerto di Ivan Talarico, andato in scena al Teatro Vascello il 21 gennaio in serata unica.

 ‘Grazie tante per ieri sera al Teatro Vascello. Eravate più di 300 e io ho cercato di essere più di me stesso’, così questa mattina Ivan Talarico ringrazia il pubblico attraverso la sua pagina facebook per la calorosa partecipazione al concerto ‘Il mio occhio destro ha un aspetto sinistro’ andato in scena, in unica data, domenica 21 Gennaio Il teatro è effettivamente e completamente sold out, già da giorni è impossibile acquistare un biglietto pur accontentandosi di un posto laterale o in fondo alla sala.  Molti sono gli artisti accorsi chè Talarico piace tanto al pubblico quanto ai suoi colleghi. Sono infatti presenti in sala il performer Antonio Rezza  l’attrice Arianna Dell’Arti, il regista Marco Andreoli e lo scrittore Claudio Morici  Lo spettacolo di e con Ivan Talarico, accompagnato al basso e alle percussioni da Paolo Mazziotti, fa parte della I edizione della rassegna ‘Filetti di Sgombro’.

Quest’ultima è’ un esperimento in tre puntate, una mini rassegna prodotta da 369gradi e ideata insieme agli artisti di Sgombro, che sceglie la disperazione comica come linguaggio espressivo. ‘Filetti’ è il porzionamento di ‘SGOMBRO’, il varietà fondato da un gruppo di attori, musicisti, autori che ogni mese, ormai da due anni, sale sul palco del Nuovo Cinema Palazzo insieme a nuovi ospiti. Un format cult che vuole accendere il sorriso per illuminare la capitale. Questa rassegna è un assaggio o meglio una selezione di tre artisti di riferimento dell’underground romano, ideatori e protagonisti storici di ‘SGOMBRO’, che si sperimentano nella dimensione del Teatro Vascello: tra Gennaio e Marzo dopo il concerto andato in scena ieri, di Ivan Talarico, la rassegna proseguirà con lo spettacolo ‘Euhoè!’ di Daniele Parisi e il reading ’46 tentativi di lettera a mio figlio’ di Claudio Morici.

La rassegna apre i battenti ieri sera, con Talarico, trentaseienne comasco, cresciuto a Catanzaro che attualmente vive e lavora a Roma. Si entra in sala in ritardo e questo dà l’occasione all’artista di agganciare il pubblico subito, con una battuta: ‘Scusate, non vi aspettavamo così presto. Sarà tutto un già visto. Parlerò di amore e di attese, insomma tutte cose spiacevoli’. L’artista che è anche scrittore, recita suoi brani, suona la chitarra classica elettrica e un bel pianoforte con gli ingranaggi ed i martelletti a vista. La sua presenza in scena è sostanziosa, e completa, evocativamente retro’ con la sua giacchina, i capelli con la riga da una parte ed i baffi da colonnello argentino.

Con fini giochi di parole ci parla di altri giochi, anzi di giochetti, quelli che rovinano l’amore, anche quello vero e imperdibile, ci narra di fraintendimenti comunicativi ai tempi dei social, di amori elefantiaci e catarrosi. Utilizzando vocalizzi e suoni onomatopeici si passa da un parete di cartongesso ad appunti per un ‘dizionario universabile’, la relazione tra la tristezza e i tagli al walfare, il piacere dell’impunità e le carte gettate in terra.

‘Andirivieni blu’, ‘Carote d’amore’, ‘È tutta colpa dei proci’, ‘Eppure noi viviamo ancora’, ‘Mi rimangio  quello che ho detto e mi sembra più buono’, ‘Sgombro’ sono alcuni dei titoli delle delicate, ironiche e al contempo malinconiche canzoni che l’autore, vincitore del premio per il Miglior Testo a Musicultura 2015 e ospite al Premio Tenco 2016, propone agli spettatori.

La mia preferita, veramente divertente, è ‘Se una notte d’inverno un Carlo Conti’, canzone scritta appositamente per un contest fra cantanti, con finalità ludiche e non competitive.

Scherza ed interagisce con il pubblico di continuo, Talarico che è intervenuto di recente all’Edicola Fiore di Fiorello. Anzi il pubblico è chiamato a dar spettacolo e un Mirko qualunque chiamato a salire sul palco dalla platea, inscena con Talarico un scambio di battute. Sono spassoso anche i suoi fan.

Lo spettacolo finisce con un paio di bis scelti dal pubblico, e con i ringraziamenti che l’artista porge al suo staff, il bassista e percussionista Paolo Mazziotti, il fonico Antonio Maresca, il light design Andrea Tocchio, il grafico Edoardo La Rosa, alla propria famiglia e alla compagna, senza altresì tralasciare ringraziamenti anche alla famiglia della compagna,  al teatro Vascello e al Nuovo Cinema Palazzo. Un ringraziamentova anche allo spettatore invisibile: nonna Elena.

 Non lascia però il pubblico senza un supporto per il dopo concerto: invita scherzosamente a contattarlo nei prossimi giorni per lavori in piccoli gruppi dove i partecipanti potranno avere chiarimenti e porre domande circa lo spettacolo.
All’uscita il pubblico si  dispone nel foyer per acquistare i due libri scritti da Talarico: ‘Ogni giorno difelicità è una poesia che muore’ e ‘Non spiegatemi le poesie che devono restare piegate’, editi da Gorilla Sapiens   L’artista in febbraio sarà impegnato, sempre a Roma, nella conduzione di un workshop di scrittura dal titolo ‘Gioghi di parole’.

Barbara Lalle

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