Confiscati beni per 6 mln euro a ‘ndranghetista residente a Parma

La Direzione Investigativa Antimafia di Bologna ha confiscato beni mobili ed immobili, per un valore complessivo stimato in circa sei milioni e duecento mila euro, a G. P., 54enne pregiudicato, originario di Cutro (KR) ma domiciliato a Parma. In particolare, in esecuzione di un provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Bologna sulla base della Proposta di Misura di Prevenzione avanzata dalla locale Procura della Repubblica, scaturita dagli accertamenti patrimoniali e finanziari svolti dalla Sezione Operativa Dia di Bologna, sono stati sottoposti a confisca 187 immobili, tra fabbricati e terreni in Emilia Romagna, Puglia e Calabria, 5 società, 1 impresa individuale e diversi beni mobili, oltre a numerosi rapporti bancari.

G.P., originario di Cutro (KR) ma trasferitosi dal 1992 in provincia di Parma, è stato arrestato nel 2015 nell’ambito dell’operazione “Aemilia” per associazione di tipo mafioso, reimpiego di capitali di provenienza illecita ed estorsione, avendo agito al fine di agevolare la ‘ndrangheta e, in particolare, della cosca Grande Aracri di Cutro. G.P. risulta essere coinvolto in diverse operazioni illecite, con investimenti di ingenti somme di denaro (ritenute provento di delitti di natura mafiosa) e in complicità con esponenti di vertice del clan ‘ndranghetistico emiliano (tra cui G.G., S.C. e R.V.), fornendo un rilevante contributo nell'”affare Sorbolo” (una delle principali operazioni immobiliari del gruppo emiliano), consistente in una ingente lottizzazione del valore di oltre 20 milioni di euro nel comune di Sorbolo (PR).

E per questa vicenda, nel settembre del 2017, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Bologna a 5 anni e 10 mesi di reclusione. Condanna divenuta definitiva dal 24 ottobre 2018, che sta scontando presso la Casa di Reclusione di Parma. Inoltre, il Tribunale di Bologna, riconoscendo l’elevata pericolosità sociale di G.P., sulla base delle risultanze investigative della Sezione Operativa della DIA di Bologna, ha applicato nei suoi confronti anche la misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale nella misura massima prevista per legge (cinque anni).

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