Confermato sciopero dal 16 al 19 luglio dei gestori carburante sulle autostrade

Lo sciopero, per quello che costa la benzina, dovrebbero farlo gli automobilisti. Ma si sa che il Belpaese è la terra dei santi, dei navigatori e dei piloti. Le braccia incrociate le metteranno i gestori degli impianti di carburanti. Tre giorni dal 16 al 19 Luglio. Si, proprio nel periodo che gli italiani, per le vacanza estive, si spostano in massa. Che dire, è andata anche bene, visto che potevano anche organizzare lo sciopero per Agosto. L’unica nota positiva, incredibile ma vero, è che l’approvvigionamento non sarà possibile ma solo sulle reti autostradali e per quello che costa il carburante, molto spesso più caro delle pompe in città, non sarà poi un male irreparabile. Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio in una nota congiunta, confermano lo sciopero di tre giorni che prenderà avvio dalle 22 del 16 luglio e che si concluderà alle 6 del 19 luglio prossimo. Secondo i gestori la società autostrade e le compagnie petrolifere si palleggiano la ‘responsabilità’ dei costi di gestione, sempre più alti, che ‘allontano’ dal mercato i gestori delle pompe autostradali. ”Un nuovo e gravissimo elemento -sottolineano le organizzazioni di categoria- infiamma ulteriormente la vertenza autostrade. Non paghe di portare al fallimento, procurato ed imposto alle 400 imprese di gestione ed i relativi costi sociali derivanti dalla perdita del lavoro di oltre 5.000 addetti attualmente impiegati, di avere favorito il tracollo del comparto, che ha perso in pochi anni il 50 % delle vendite, di praticare prezzi altissimi anche a causa delle ingenti royalties che gravano sui carburanti a favore dei Concessionari, di mettere fuori mercato le gestioni con azioni di pricing palesemente discriminatorie, ora le Compagnie Petrolifere, palleggiandosi cinicamente la responsabilità con le società autostradali, fanno fioccare le disdette unilaterali dei contratti con i Gestori, espellendoli dal settore a forza, in esplicita violazione di accordi assunti sin dal 2002 con il Ministero dello sviluppo economico”. La gravissima situazione del comparto, che vede i gestori impegnati in iniziative di protesta e mobilitazione fin dallo scorso anno, ”aggiunge oggi un ulteriore elemento di incontrollabile escalation, senza che il Ministero dello sviluppo economico intervenga a mediare ed a contrastare lo strapotere dei colossi autostradali e petroliferi, anche a tutela dell’interesse collettivo e di un mercato soggetto a concessione pubblica”.

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