Confcommercio: Crescita al ribasso. Sangalli: No a più Iva e meno Irpef

L’economia italiana crescerà a ritmi più lenti del previsto. Meno aumento pil e consumi ridotti sempre che non scattino, nel 2019, le clausole di salvaguardia. Le previsioni di crescita economica sono a tinte chiaro scure quelle indicate da Confcommercio alla vigilia della presentazione della Nota al Def e presentate durante il convegno ‘Meno tasse per crescere’. Ma c’è di più. Per il centro studi di Confcommercio l’inserimento nella prossima legge di bilancio delle misure previste dal contratto di governo Lega-5 Stelle potrebbe portare il deficit 2019 al 2,8% del Pil. Una sciagura per l’Italia tanto che il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, avvisa il governo che sull’iva “non si tratta e non si baratta”.

La crescita dell’economa italiana sta rallentando, dunque: il 2018 potrebbe chiudersi con un aumento del Pil dell’1,1 per cento per scendere all’1% nel 2019. In rosso anche i consumi: quest’anno crescerebbero dello 0,9 per cento quest’anno e dello 0,8 per cento l’anno prossimo. Per il centro studi di Confcommercio l’inserimento nella prossima legge di bilancio delle misure previste dal contratto di governo Lega-5 Stelle potrebbe portare il deficit 2019 al 2,8% del Pil che che calcola 5 miliardi di costo per la revisione della legge Fornero, 5 miliardi per la “mini flat tax”, 5 miliardi per la prima fase di avvio del reddito di cittadinanza e 2,2 miliardi di spesa per interessi aggiuntiva. A questo si deve sommare anche il costo delle spese indifferibili, mentre la pace fiscale, quotata anch’essa 5 miliardi, non impatta sul saldo strutturale. Numeri e temi che preoccupano, Carlo Sangalli, che al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dice, senza giri di parole, che “sull’Iva non si tratta e non si baratta”.

Lo scambio tra più Iva e meno Irpef, ha spiegato il presidente, equivarrebbe a “tre errori e due autogol”. Tre errori perché più IVA e meno Irpef “non riduce la pressione fiscale complessiva, colpisce i livelli di reddito più bassi, incide sulla domanda interna in una fase di rallentamento della crescita complessiva del paese. Insomma con gli aumenti dell’IVA ci faremo due autogol – ha spiegato Sangalli – a danno della crescita, a danno dell’equità sociale”. Pronta la risposta del ministro Tria sul taglio delle tasse. “Si parte ora dalle imprese, negli anni successivi affronteremo il problema Irpef”.

L’appuntamento con l’esame del Def inizierà al Senato il prossimo 10 ottobre.

 

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