Concordia: maxiudienza per incidente probatorio. Schettino: “Verità dev’essere appurata”

E’ il giorno della verità dopo la tragedia della Concordia. A nove mesi dal naufragio costato la vita a 32 persone, si apre stamane al Teatro Moderno di Grosseto la ‘maxi-udienza’per l’incidente probatorio sulla scatola nera della nave, affondata al Giglio il 13 gennaio scorso.  Questa volta in aula c’è anche Francesco Schettino arrivato con venti minuti anticipo ed entrato da un ingresso secondario.L’udienza è iniziata con l’ingresso  in aula del gip Valeria Montesarchio, che intorno alle 10:20 ha dato inizio all’incidente probatorio sulla scatola nera della nave Costa Concordia.

Sul palco del Teatro sono stati posizionati tre maxischermo, per proiettare i video e gli audio della perizia sulla scatola nera della nave. Sul grande palco sono stati allestiti due tavoli: al centro i magistrati giudicanti, il collegio peritale e il gip Valeria Montesarchio con il cancelliere Sandra Zanelli. Alla destra, su una fila di tavoli, i nove indagati con i loro 14 difensori, un interprete, 13 consulenti e 10 collaboratori. Alla destra dei giudici un altro tavolo con il procuratore capo Francesco Verusio e i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e Stefano Pizza, insieme a tre consulenti, due collaboratori e un ausiliario. La platea e la galleria del teatro ospita i 125 avvocati difensori delle parte offese. In tutto circa 500 persone, escluse le parti offese (che sono più di 4 mila). All’ingresso del teatro (tappezzato da cartelli in cinque lingue – italiano, francese, spagnolo, inglese e tedesco – il tribunale ha anche allestito sei postazioni per la registrazione e, durante l’udienza, non è ammesso l’uso di dispositivi elettronici. Un ferreo controllo dei carabinieri, infatti, impedisce qualsiasi connessione con l’esterno visto che l’udienza non è pubblica.  

In aula oltre a Schettino sono presenti anche suo vice Ciro Ambrosio, l’ufficiale Salvatore Ursino e il responsabile dell’Unità di crisi della flotta di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, tutti indagati per il naufragio della Concordia.

 

Completamente inatteso il gesto di un passeggero che una volta in aula si è diretto verso il banco degli imputati per salutare Schettino.

“Speriamo che la verità venga accertata”, ha detto il naufrago all’eDopo questa breve conversazione, i due  hanno ripreso le rispettive posizioni.

Passeggeri. Dalle testimonianze dei passeggeri interrogati in Aula, emerge come quasi come un grido unico, che Schettino non è l’unico responsabile della tragedia.  “Che Schettino abbia le sue colpe e abbia fatto degli errori “- dicono Ernesto Carusotti e sua moglie Paola passeggeri della Concordia – è evidente. Ma dietro il suo comportamento ci sono altre cose, altre responsabilità di cui qualcuno dovrà rispondere. Ci sono cose che non hanno funzionato e che vengono fuori dalla scatola nera di cui sicuramente qualcuno dovrà rispondere”. L’accusa alla Costa è chiara: “Quando ha fatto il biglietto – aggiunge Carusotti – io ho pagato la Costa, che io consideravano una compagnia seria e affidabile. Ora mi dovrò ricredere”.

Qualcun altro parla invece di uno Schettino troppo spavaldo, che dopo quanto successo, avrebbe dovuto assumere toni più sobri: “Mi ricordo che eravamo a cena, una lunga attesa estenuante per scendere. Ho avuto un senso di abbandono da parte di tutti. Mi ricordo anche però tre giovani dell’equipaggio che con un’ascia hanno rotto la corda della scialuppa per permetterci di salire. Schettino? Rimango stupito dalla linea che ha condotto in questi mesi. Troppo spavaldo, mi aspettavo che fosse più sobrio” , dichiara Luciano Castro, naufrago che quella sera del 13 gennaio riuscì ad imbarcarsi su una scialuppa pochi minuti prima dell’inclinazione della nave

Costa Concordia. Per Costa Crociere invece. “non ci sono aspetti particolarmente controversi”.  “C’è una situazione – spiega il legale della Compagnia Marco De Luca- per la verità molto chiara sulla causazione del sinistro, mentre per le fasi successive credo che grosse discussioni sui rapporti di causalità tra i comportamenti di ciascuno e gli eventi, non ci siano”.   E a chi ha incolpato interamente Schettino del disastro, , l’avvocato De Luca ha replicato dicendo che “Costa è qui per fare una valutazione sull’accertamento della verità dei fatti, poi le responsabilità le vedremo in un momento successivo” al processo.

 

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