Conflavoro è stata audita in VIII Commissione Ambiente della Camera nell’ambito dell’esame del DDL C. 2826, che conferisce al Governo la delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni. È intervenuto il vicepresidente nazionale, Enrico Fantini. Valutazione positiva sull’impianto del provvedimento, ma con una richiesta precisa al Parlamento: cogliere questa riforma per intervenire, eventualmente con un provvedimento parallelo, sul sistema delle Casse Edili e sulla disciplina del DURC.
“Il nodo è chiaro: il regime vigente attribuisce alle Casse Edili, enti di natura privata, il monopolio sul rilascio del DURC e sulla verifica di congruità della manodopera, vincolando di fatto le imprese nella scelta dell’unico contratto collettivo e dell’unico ente bilaterale presenti nel settore edile. Una compressione della libertà sindacale — spiega Conflavoro in una nota — e di iniziativa economica che non ha equivalenti in nessun altro settore produttivo. Peraltro, la contribuzione alle Casse Edili pesa circa il 14% della paga base oraria, e una quota significativa non si traduce in prestazioni dirette al lavoratore. Le risorse liberate potrebbero diventare aumenti retributivi concreti per chi lavora in cantiere”.
L’associazione, con la sezione Conflavoro Costruzioni, chiede quindi due interventi: riconoscere INPS e INAIL come unici soggetti deputati al rilascio del DURC, come avviene in tutti gli altri comparti; e aprire la verifica di congruità anche agli enti bilaterali qualificati, garantendo un pluralismo contrattuale di qualità anche nel settore delle costruzioni.
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