Clima: Vertice Onu e Mattarella: ‘E’ la sfida chiave di oggi’

 ‘Sulla base delle competenze scientifiche e dei mezzi finanziari che il mondo ha oggi, abbiamo l’obbligo collettivo nei confronti delle generazioni future di fare tutto ciò che è umanamente possibile per fermare i cambiamenti climatici e adattarsi ai loro effetti avversi, nel rispetto dell’esigenza di una giusta transizione delle nostre società’,  è quanto si legge in una dichiarazione in occasione del Climate Action Summit dell’Onu in programma a New York il 23 settembre 2019. La dichiarazione è stata firmata da 32 capi di Stato e di Governo. Per l’Italia c’è la firma del presidente Sergio Mattarella.

Il cambiamento climatico – si legge nell’incipit – è la sfida chiave del nostro tempo. La nostra generazione è la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e probabilmente l’ultima ad avere l’opportunità di combattere efficacemente l’imminente crisi climatica globale’,   è l’incipit di una dichiarazione   che il Presidente Sergio Mattarella ha firmato con altri 31 Capi di Stato e di Governo, in occasione del Climate Action Summit delle Nazioni Unite in programma a New York il 23 settembre 2019.

Gli effetti del cambiamento climatico – si legge nella lunga dichiarazione condivisa dai capi di Stato e di Governo e diffusa oggi dal Quirinale – sono ben documentati e si avvertono ovunque nel mondo: il drammatico aumento di ondate di calore, inondazioni, siccità e colate di fango, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello dei mari. Carenze di risorse idriche e crisi dei raccolti sono solo alcuni dei risultati immediati, dalle ricadute devastanti, come la fame e lo spostamento forzato degli esseri umani. Nel secolo scorso, la temperatura media globale è già aumentata di circa 1 grado Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Questo aumento non ha precedenti nella storia dell’umanità. La crisi climatica è una preoccupazione per tutti noi. Il cambiamento climatico è d’ostacolo all’economia globale. Minaccia diversi settori, tra cui agricoltura, silvicoltura, turismo, energia, infrastrutture e risorse idriche e, inevitabilmente, rappresenta una seria minaccia per la pace e la stabilità in tutto il mondo. A dicembre 2015, il mondo è stato testimone di un importante momento di speranza e di fiducia: alla COP 21, la comunità globale ha adottato lo storico Accordo di Parigi con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali e proseguire gli sforzi per limitare ulteriormente l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi Celsius. Il Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici nel suo rapporto sull’impatto di un riscaldamento globale di 1,5 gradi Celsius conferma inequivocabilmente – si legge ancora nella dichiarazione – che stiamo già osservando le ricadute negative dei cambiamenti climatici; inoltre, dimostra chiaramente le vulnerabilità, l’impatto e i rischi di un ulteriore riscaldamento globale per le società umane e i sistemi naturali, incluso il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

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