Civati si candida alla guida del Pd e boccia le larghe intese

Pippo Civati si candida. Matteo Renzi aspetta di conoscere le regole e a settembre deciderà cosa fare. La corsa alla segreteria del Pd entra nel vivo e non sono esclusi colpi di scena. Il primo a sciogliere ufficialmente le riserve è Civati. “Mi candido a fare il segretario del Pd e non capisco perché qualcuno insista nel dire che non lo farò”. L’annuncio arriva via twitter a conclusione del suo ‘Politicamp’, svoltosi a Reggio Emilia. “Mi candido perché c’è  da ricostruire il centrosinistra; riportiamo con noi Sel, richiamiamo il popolo delle primarie”. Il sindaco di Firenze invece attende. E’ senza dubbio lui l’uomo forte del Partito Democratico e vuole prima comprendere le regole del gioco, in vista del congresso, e poi scegliere se correre per la segreteria o per la premiership del centro sinistro. “Attenderò l’ufficializzazione delle regole per eleggere il segretario” e “a settembre deciderò”, dice al Corriere Fiorentino il primo cittadino di Firenze. “Anzi decideremo insieme. Io e molti altri sindaci di tutta Italia. Se ci sarà – aggiunge – non sarà un’autocandidatura. Non sarà un atto di ambizione di un ragazzino che cerca di rovesciare il mondo”.

Civati si candida: il suo manifesto. Pippo Civati il meeting PolitiCamp per lanciare la sua candidatura alla segreteria del Pd. E da Reggio Emilia illustra quello che sarà il suo manifesto politico per conquistare la guida di Largo del Nazareno. Il Pd che disegna Civati sembra essere diametralmente ‘opposto’ a quello che si vede in questo periodo. Innanzitutto ricostruire il centro sinistra e l’alleanza con Sel. Rivendicare le aspettative di tutti coloro che chiedono una stagione diversa. Rompere, se occorre, l’alleanza con il Pdl anche se dovesse segnare la fine anticipata del Governo Letta. La sua è una sferzata all’attuale Pd e una virata più a sinistra per un partito che sembra aver smarrito la propria identità. “Se un dirigente del Pd va a una manifestazione della Fiom – spiega Civati- non si deve sentire in imbarazzo, mentre si governa con Berlusconi”. Ed aggiunge di volere  vendicare “una persona come Rodotà” e Prodi e “vendicheremo le promesse mancate, le sensibilità mortificate” fino alla “titubanza sugli F-35, Pompei, Taranto inquinata”. Insomma un Pd che non mostri titubanze di fronte agli elettori e che in Parlamento vota di conseguenza senza aver paura. Anche a costo di dover provocare la fine anticipata del governo di larghe intese presieduto dal suo collega di partito. “Io – dice in una intervista rilasciata a ‘la Repubblica’- capisco bene che non è facile staccare la spina. Questo è anche il nostro governo. Ma prima o poi dobbiamo metterci nelle condizioni di salutare la compagnia”. Non indica una data precisa ma Civati pensa prima del 2015. Ma ci sono le correnti del partito da affrontare contro cui ha tuonato anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.

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