Città sola: voci d’artista per le strade di New York

Ieri sera, 11 aprile 2026. in unica data, allo Spazio Rossellini di Roma, “Città sola” di Olivia Laing, ideazione de lacasadargilla, un ensemble composta da Lisa Ferlazzo Natoli – autrice e regista –, Alessandro Ferroni – regista e disegnatore del suono –, Alice Palazzi – attrice e coordinatrice dei progetti – Maddalena Parise – ricercatrice e artista visiva –, lavora su spettacoli teatrali, installazioni, progetti radiofonici, dispositivi speciali e curatele. E riunisce intorno a sé un gruppo mobile di attori, musicisti, drammaturghi, artisti visivi.

Il numeroso pubblico viene accolto da una scena, minimale dal punto di vista scenografico, ma evocativa: una scrivania con una sedia, a sinistra, isolata, una panchina, un grande schermo sul fondale e due pannelli- schermo ai lati, sui quali dall’inizio alla fine dello spettacolo si susseguono immagini, a volte in concordanza, altre quasi a contrasto, con la narrazione di Lisa Ferrazzo Natoli. L’attrice, sola in scena, ma accompagnata da voci off con le quali dialoga, percorre un labirinto di voci. Sono le voci degli artisti che vivono le città, soprattutto New York. La città si rivela come un insieme di celle, centinaia di migliaia di finestre. Olivia Laing ragiona e cammina per le strade di New York disegnando una cartografia privata lungo l’abisso dell’isolamento. New York diventa tutte le città che abbiamo attraversato e racconta una sfaccettata solitudine. Un tema che si ripropone, come un leitmotiv che si rincorre, segnando un sentiero di anime profondamente sole, a volte ai margini, altre volte al centro della scena mondana. L’esperienza di solitudine e la suggestione proveniente dallo spazio urbano di New York porta l’autrice a interrogare e farsi amici i fantasmi di grandi artisti e grandi solitari come Wharol, Hopper, David Wojnarow, Klaus Nomi. Emerge la conferma di come l’arte sia cura, ascolto, presenza, medicina o veleno, in ogni caso eredità. L’attrice si avvale di libri e dispositivi di lettura ed è microfonata, questi due fattori provocano un effetto di straniamento che non permette la piena adesione emotiva allo spettacolo, che risulta comunque interessante e originale. Il carattere del testo non lo rende immediatamente traducibile in drammaturgia: non a caso il primo approccio della compagnia lacasadargilla al bestseller è un progetto sonoro, un podcast che ricalcava sulla metropoli milanese l’idea dell’attraversamento urbano, proponendo allo spettatore l’ascolto in cuffia delle parole di Laing (la stessa formula, rimodulata sul parco di Tor Fiscale, e fu proposta durante il festival Attraversamenti Multipli 2023).

La regia di Alessandro Ferroni e Maddalena Parise, propone un’indagine profonda e ampia di luoghi e soprattutto di persone. L’ intensa narrazione di Lisa Ferlazzo Natoli è appassionata e sempre credibile anche se in alcuni momenti risulta un po’ forzata. sostenuta da un denso ambiente sonoro. Il percorso tra immagini e biografie si articola dando ampio spazio alla parola scritta, espressione intima sempre credibile. Collaborano alla resa dello spettacolo le sapienti luci e direzione tecnica di Omar Scala e il sound design di Pasquale Citera. Lo spettacolo è una produzione lacasadargilla, Angelo Mai, Bluemotion, Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore in coproduzione con Theatron Produzioni e in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

Angela Giassi

Circa Barbara Lalle

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