Cioccolato fondente per la memoria e cannella per i diabetici

 A Chicago ad Experimental Biology 2017, il meeting annuale dove vengono presentate le ultime scoperte nel campo della ricerca biomedica, sono state  protagoniste,  nella sezione dedicata alla nutrizione,  due scoperte sul rapporto tra scelte alimentari e salute.

Il cioccolato fondente fa bene alla memoria

Tutto dipende dall’epicatechina. È grazie a questo flavonolo del gruppo delle catechine che il cioccolato fondente acquista la proprietà di ridurre lo stress ossidativo e la neuroinfiammazione legata all’invecchiamento, considerata responsabile di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. La scoperta è dei ricercatori della University of California San Diego School of Medicine che hanno dimostrato sui topi un evidente effetto protettivo dell’epicatechina: dopo appena due settimane di trattamento, la sostanza non solo era riuscita a ridurre drasticamente i livelli di stress ossidativo e di  neuroinfiammazione normalmente osservati sui modelli animali portatori dei segni dell’invecchiamento, ma era stata capace anche di migliorare la memoria e il controllo dell’ansia. Con questi risultati è lecito pensare, sostengono i ricercatori, che il cioccolato faccia bene alla memoria anche degli esseri umani.

Secondo alcuni studi realizzati  su un gruppo di più di duemila donne, quelle che mangiano almeno quarantacinque grammi di cioccolato amaro nell’arco di una settimana hanno minori possibilità di soffrire di accidenti cerebrovascolari, possibilità che si riducono fino ad un venti percento.

Il regolare consumo di cioccolato fondente aiuta a ridurre il colesterolo ‘cattivo’ nel sangue, la pressione arteriosa e, di conseguenza, riduce notevolmente il rischio di soffrire in futuro di qualche malattia al cuore.

Il cioccolato contiene molta fibra. Questo lo trasforma in un alimento che dà una forte sensazione di sazietà, la quale riduce il desiderio di mangiare altri alimenti che possono provocare un aumento di peso.

Anche se ancora non è stato del tutto confermato (lo studio ancora è in via di sviluppo), si pensa che mangiare con frequenza il cioccolato possa aiutare a combattere il diabete, perché aumenta l’insulino-resistenza.

 

 

La cannella aiuta i diabetici

Alcuni studi avevano dimostrato che la cannella è in grado di abbassare i livelli di zucchero nel sangue delle persone con diabete 2. Finora però non era chiaro il meccanismo responsabile di questo effetto.

Ora i ricercatori dell’Ohio Northern University hanno scoperto che le componenti della cannella, alcuni polifenoli, agiscono sulla Sirtuina 1 (Sirt 1), un enzima coinvolto nel rilascio di insulina. Gli scienziati hanno messo a confronto l’azione della cannella sulla Sirtuina 1 con quella del resvatrolo, un fenolo presente nel vino rosso noto per attivare la Sirtuina. Ebbene, la cannella mostrava un impatto simile se non maggiore del resvatrolo sulla Sirt1.

Naomi Sally Santangelo

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