Giuseppe Conte, arriva la replica durissima di Grillo: ‘Non ha visione politica e capacità manageriale’

Il Movimento Cinque Stelle è interamente scosso da una violenta turbolenza che dall’ultimo arrivato fino al garante attraversa e cinge tutti.   Fluttuazioni ventose  in intensità e direzione causate da  due strati d’aria con velocità o direzioni differenti. I due strati d’aria, al momento con direzioni differenti, hanno i nomi di Giuseppe Conte e Beppe Grillo.

Conte ha messo ben in chiaro di non avere alcuna intenzione di fare il ‘prestanome’ di Grillo o il ‘leader dimezzato’,  spiegando di aver consegnato al garante la bozza del suo progetto di riorganizzazione e rilancio del Movimento, in cui confessa  di aver  raccolto alcuni dei suoi suggerimenti, rifiutandone altri in ‘maniera totale’.   Conte sollecita ‘un passaggio chiarificatore’, ‘trauma necessario’,  passaggio fondamentale per arrivare all’approvazione del progetto.

Il reale  paradosso di questa vicenda è che a dire il click alla turbolenza  è stato il Fondatore, Beppe Grillo. L’avvio è avvenuto ben prima dell’investitura di Conte a leader in pectore il 28 febbraio all’Hotel Forum.

Tutto risale a quando  Grillo ha posto come ‘conditio sine qua non’ la permanenza dell’avvocato del popolo a Palazzo Chigi per l’accordo di governo con il Pd, che darà vita al Conte II. In quel momento  Conte è stato investito dalla luce riflessa dell’Elevato diventandone l’erede naturale.

Per  Grillo il premier  era solo uno dei pedoni da muovere sulla scacchiera, come lo era stato Di Maio, che dopo 17 mesi fu costretto ad abbandonare il suo ruolo di Capo politico.  Nulla accadeva dentro M5S se il Garante non dava il suo placet.

Da allora M5s non ha più un Capo politico ma un reggente, Vito Crimi. I sondaggi parlano dei 5Stelle attorno al 16%.  Grillo, a questo punto,  ha l’intuizione di  puntare su Conte,  che gode della fiducia degli italiani. La gestione della pandemia nei primi 6 mesi di Governo giallo-rosso hanno fatto salire la fiducia nell’allora premier oltre il 60%.  Grillo, in virtù della logica legata al debito utilizzo, coglie che l’unico modo di salvare la sua creatura politica era scommettere sull’avvocato.

Solo che gli sfuggono l’ambizione e la determinazione di Conte. L’ex premier ha potuto far leva su una serie di episodi fortunati: l’ascesa dei Cinquestelle, la conoscenza universitaria con Alfonso Bonafede che lo portò da Grillo, il suo anonimato rassicurante per Salvini e Di Maio, il Papeete del leader della Lega e il Covid, che gli ha messo sul capo l’aureola del salvatore in diretta Tv.

Conte assicura che Grillo è ‘un pilastro’, è il garante, rimane garante e sarà garante a vita. Nel contempo ribadisce di non voler essere solo ‘un imbianchino’ che tinteggia una casa bisognosa invece di una ‘ristrutturazione’.

Punta, l’avvocato del popolo,  sulla possibilità di arrivare a un accordo con il cofondatore del Movimento.  In ogni caso, l’ex premier esclude di pensare a un suo partito: ‘Io non voglio fare un nuovo partito. Tutti i partiti personali nati finora si sono rivelati partiti di plastica’.

Una crisi dei 5 stelle impensierisce anche il centrosinistra: ‘Non è auspicabile per nessuno, mi auguro che si risolva positivamente, osserva il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Il segretario Pd invita a guardare con rispetto al dibattito interno dei pentastellati e, al contempo, si augura che non ci siano ‘fatti di politica interna ai partiti che mettano in difficolta’ la vita del governo’.

I 5 Stelle sono con fiato sospeso, in attesa della replica di Beppe Grillo alle parole di Giuseppe Conte. Se prima della conferenza stampa dell’ex presidente del Consiglio era più o meno chiaro a tutti che non sarebbe finita lì, cioè che ci sarebbe stato lo spazio per il secondo tempo, stavolta la partita termina qui. O in senso positivo, cioè il via libera alla rifondazione; o in senso negativo, fine dell’avventura tra Conte e il M5S.

La sensazione generale è che esser riusciti a far passare la notte, stoppando il video o il post di risposta a stretto giro di Grillo, sia un buon segnale in sé. ‘Più passa il tempo e meglio è’, commenta un ben informato del Movimento. Se avesse prevalso l’impulsività, la risposta di pancia, a quel punto forse le cose si sarebbero messe male, nel senso che la fermezza di Conte lascia ben pochi margini di manovra al fondatore.  Un tentativo di imbrigliare il garante e non tanto la necessità di riorganizzare il suo M5S.  In tutto questo, non è neanche ben chiaro dove si trovi fisicamente Grillo, se nella sua villa di Sant’Ilario a Genova o a Marina di Bibbona, in provincia di Livorno.

Di certo quanto avvenuto al tempo di Adriano non ha avvicinato le parti. Le parole di Conte hanno messo in un angolo il fondatore, che non ha nessuna intenzione di passare per perdente in tutta questa faccenda. Se comunque tutto dovesse prendere una brutta piega per il M5S, allora a quel punto ci sarà da pensare ad un piano B per lo stesso Movimento.

Il caos totale che sta dilaniando il Movimento 5 Stelle è attenzionato da tutti i partiti, soprattutto da quelli che sostengono il governo guidato da Mario Draghi. Il timore è che le fibrillazioni grilline possano finire per avere gravi ripercussioni sulla stabilità della maggioranza, il cui equilibrio potrebbe essere minato qualora i 5S dovessero decidere di sfilarsi.

Matteo Salvini ha già avvertito i compagni di viaggio con cui condivide l’avventura post-Conte: l’esecutivo Draghi rischia grosso a causa delle liti incrociate e del braccio di ferro tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo che stanno praticamente spaccando il gruppo pentastellato. ‘Spero che questo non abbia ripercussioni negative sull’operato del governo’, è l’auspicio del leader della Lega.

Matteo Salvini assicura che il suo partito, la Lega, assieme agli alleati, ‘puntelleranno’ il governo. ‘Per questo ho proposto la federazione del centrodestra, per garantire a Draghi e al governo che almeno noi siamo compatti’, spiega in un’intervista a La Stampa.

Quella di M5s più che una crisi di ruoli e di persone, mi pare una crisi di valori e di progetti, osserva il leader della Lega. Nei prossimi mesi ci sono tre riforme: pubblica amministrazione, fisco e giustizia. Da approvare da parte di un Parlamento che tecnicamente entra nel semestre bianco, durante il quale, qualunque cosa accada in aula, nessuno va a casa. Se i 5 stelle iniziano a farsi i dispetti, votandosi contro a scrutinio segreto, è un casino: ‘La Lega, può piacere o no, ha una sua idea di Paese, dalla famiglia al fisco alle infrastrutture. Dall’altra parte invece i grillini erano partiti dicendo tutto e ora portano avanti il contrario di tutto’.  Per questo ritiene evidente che prima o poi ‘queste due anime verranno al pettine’.

Proprio perché la stabilità del governo Draghi potrebbe essere minacciata, Salvini ha rilanciato l’idea della federazione del centrodestra. Il partito unico non è una cosa che nasce a tavolino o in laboratorio. Salvini per il momento vuole limitarsi a una collaborazione sui temi e perciò proporrà al leader di Forza Italia una carta dei valori condivisi: ‘Da sottoporre a chi ci sta. Libertà d’impresa, famiglia, innovazione, ambiente’.

A fine serata Beppe Grillo, tramite il suo blog,  risponde  a Giuseppe Conte.

“Mi sento così: come se fossi circondato da tossicodipendenti che mi chiedono di poter avere la pasticca che farà credere a tutti che i problemi sono spariti e che dia l’illusione (almeno per qualche mese, forse non di più) che si è più potenti di quello che in realtà si è davvero, pensando che Conte sia la persona giusta per questo”. Esordisce così Beppe Grillo.

Ma Conte –  aggiunge – può creare l’illusione collettiva,  e momentanea,  di aver risolto il problema elettorale, ma non è il consenso elettorale il nostro vero problema. Il consenso è solo l’effetto delle vere cause, l’immagine che si proietta sullo specchio. E invece vanno affrontate le cause per risolvere l’effetto ossia i problemi politici (idee, progetti, visione) e i problemi organizzativi (merito, competenza, valori e rimanere movimento decentralizzato, ma efficiente).

“E Conte, mi dispiace, non potrà risolverli perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione. Io questo l’ho capito, e spero che possiate capirlo anche voi. Non possiamo lasciare che un movimento nato per diffondere la democrazia diretta e partecipata si trasformi in un partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco”.

“Le organizzazioni orizzontali – spiega ancora Grillo – come la nostra per risolvere i problemi non possono farlo delegando a una persona la soluzione perché non sarebbero in grado di interiorizzarla quella soluzione e di applicarla, ma deve essere avviato un processo opposto: fare in modo che la soluzione decisa, in modo condiviso, venga interiorizzata con una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti e non di una sola persona. La trasformazione vera di una organizzazione come la nostra avviene solo così”.

“La deresponsabilizzazione delle persone con la delega ad un singolo nelle organizzazioni orizzontali è il principale motivo del loro fallimento – ragiona sempre il comico -. C’è un però. Assumersi la responsabilità significa smettere di drogarsi, smettere di voler creare l’illusione di una realtà diversa da quella attuale ed affrontarla. Insieme, con i tempi e le modalità giuste. Come una famiglia, come una comunità che impara dagli errori e si mette in gioco senza rincorrere falsi miti, illusioni o principi azzurri che possano salvarla. Perciò indìco la consultazione in rete degli iscritti al MoVimento 5 Stelle per l’elezione del Comitato Direttivo, che si terrà sulla Piattaforma Rousseau“.

“Il voto su qualsiasi altra piattaforma, infatti – prosegue il fondatore del M5s -, esporrebbe il Movimento a ricorsi in Tribunale per la sua invalidazione, essendo previsto nell’attuale statuto che gli strumenti informatici attraverso i quali l’associazione si propone di organizzare le modalità telematiche di consultazione dei propri iscritti sono quelli di cui alla Piattaforma Rousseau (art. 1), e che la verifica dell’abilitazione al voto dei votanti ed il conteggio dei voti sono effettuati in via automatica dal sistema informatico della medesima Piattaforma Rousseau (artt. 4 e 6)”.

“Ho, pertanto chiesto a Davide Casaleggio di consentire lo svolgimento di detta votazione sulla Piattaforma Rousseau e lui ha accettato. Chiederò, poi, al neo eletto Comitato direttivo di elaborare un piano di azione da qui al 2023. Qualcosa di concreto, indicando obiettivi, risorse, tempi, modalità di partecipazione vera e, soprattutto, concordando una visione a lungo termine, al 2050″.

“Questo aspettano cittadini, iscritti ed elettori. Una visione chiara di dove vogliamo andare e in che modo. Il perché, il cosa e il come. È sempre stata la nostra forza: consentire a tutti di sapere quale sarà il viaggio e accogliere chi è pronto per una lunga marcia. In alto i cuori!”, ha concluso Grillo.

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