Cinquant’anni e non sentirli, né dimostrarli. È questo “Aggiungi un posto a tavola”, in scena al Teatro Brancaccio fino all’11 gennaio, per la regia di Marco Simeoli. Uno spettacolo che attraversa le generazioni e continua a parlare al pubblico con la stessa forza emotiva, grazie a un cast di rara bravura e a una messa in scena che conserva intatta la sua magia.
Spicca su tutti Lorella Cuccarini nel mitico ruolo di Consolazione, affidato nel tempo a interpreti di altissimo livello come Bice Valori e Alida Chelli. La sua presenza scenica, luminosa e misurata, restituisce al personaggio leggerezza, ironia e umanità, conquistando il pubblico fin dal primo ingresso in scena.
Il ruolo principale di Don Silvestro è affidato a un bravissimo Giovanni Scifoni, che offre un’interpretazione personale e convincente, senza mai cadere nel confronto diretto con i grandi del passato. Il suo Don Silvestro non fa rimpiangere i precedenti interpreti succedutisi in questi cinquant’anni, primo fra tutti il mitico Johnny Dorelli, riuscendo a rendere il personaggio attuale e profondamente credibile.
La trama, densa di messaggi e valori, resta quella amatissima dal pubblico. Dio decide di mandare un secondo diluvio universale e di salvare soltanto la popolazione di un piccolo paese di montagna, destinata a ripopolare la terra al termine della catastrofe. Attorno a Don Silvestro e Consolazione ruotano figure ormai entrate nell’immaginario collettivo: Clementina, la figlia del Sindaco innamorata del parroco; il Sindaco scorbutico e incredulo di fronte al progetto divino; e Toto, lo “scemo del paese”, che scopre il sesso grazie a Consolazione, “donna allegra” capitata nel luogo e nel momento sbagliato.
Le musiche di Armando Trovajoli si confermano senza età, capaci ancora oggi di coinvolgere ed emozionare, accompagnando la narrazione con una forza che resiste al tempo. Aggiungi un posto a tavola resta così uno spettacolo adatto a tutti, che continua a far sorridere e commuovere ogni volta che lo si rivede, dimostrando come certi classici non abbiano bisogno di essere aggiornati, ma solo rispettati.
Barbara Lalle
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