Chiusura in rialzo per Piazza Affari. Spread stabile a 490 punti base

La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo con l’indice Ftse Mib che è tornato sopra la soglia dei 15.000 punti. Nel pomeriggio sono arrivati una raffica di dati dagli Stati Uniti. Il listino milanese non ha risentito della revisione al ribasso del Pil Usa del terzo trimestre, tagliato a +1,8% dal +2% della precedente rilevazione. Sopra le attese invece la fiducia dei consumatori statunitensi di dicembre, calcolata dall’Università del Michigan, salita a 69,9 punti dai 67,6 punti preliminari, e il leading indicator che a novembre ha mostrato un rialzo dello 0,5%. E’ rimasto elevato lo spread Btp-Bund, che è salito sopra quota 490 punti base (rendimento al 6,85%) nel giorno in cui il Senato ha dato la fiducia alla manovra varata dal governo Monti. Il mercato risente del grande successo dell’asta Bce di ieri a 3 anni e ad un tasso pari all’1%, dove sono stati collocati quasi 500 miliardi di euro alle banche Ue. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,40% a 15.027 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,35% a quota 15.743.
Positivo il comparto bancario: Popolare di Milano ha guadagnato il 5,08%, Intesa SanPaolo il 2,53%, Monte dei Paschi il 3,05% a 0,26 euro, Banco Popolare l’1,64%, Ubi Banca il 2,25%, Unicredit l’1,06% a 0,715 euro. Da segnalare che a partire da martedì 27 dicembre avverrà l’operazione di raggruppamento delle azioni dell’istituto di piazza Cordusio. L’operazione prevede il raggruppamento delle 19.274.251.710 azioni ordinarie e delle 24.238.980 azioni di risparmio nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 esistenti. Bene i titoli del Lingotto: Fiat Industrial ha mostrato un progresso del 2,58%, Fiat Spa è avanzata del 2,54%. L’agenzia di stampa russa Ria Novosti ha indicato Sberbank come finanziatrice del nuovo impianto russo di Fiat che prevede un investimento da 1,1 miliardi di dollari in quattro anni per una fabbrica da 120 mila unità prodotte.

Positiva la galassia Eni. Il colosso guidato da Paolo Scaroni, che a mostrato un rialzo dell’1,30%, ha perfezionato l’accordo sottoscritto con la relativo alla cessione della partecipazione pari all’89% detenuta nel gasdotto TAG. Con l’operazione, il Cane a sei zampe ha incassato complessivamente circa 710 milioni di euro. Eni ha inoltre annunciato di avere firmato con Sonangol tre accordi per rafforzare la cooperazione con la compagnia petrolifera dell’Angola. Acquisti anche sulle controllate Saipem (+2,08%) e Snam Rete Gas (+1,20% ). Stando a quanto riportato dalla stampa nazionale, Lorenzo Bini Smaghi entrerà nel Cda di Snam. Nel dettaglio, per l’ex consigliere della Bce si prospetterebbe la poltrona di presidente con l’obiettivo di accelerare l’aggregazione con altri operatori del settore europeo.

Fondiaria-Sai (-3,51%) ha indossato la maglia nera mentre si fa sempre più concreta l’ipotesi di un aumento di capitale. Stando ad alcune indiscrezioni di stampa, la ricapitalizzazione ammonterebbe fino a un massimo di 750 milioni di euro. La situazione sarà più chiara domani quando si riunirà il Cda della compagnia assicurativa, chiamato a prendere delle decisioni volte al miglioramento del margine di solvibilità. Dalla riunione di ieri tra l’Ad di FonSai, Emanuele Erbetta, e il presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, sarebbe emersa la richiesta da parte dell’Ad di uno slittamento del termine, fissato dall’authority al 24 dicembre, per presentare il piano societario su governance e rafforzamento del capitale. L’autorità aveva infatti inviato una lettera, datata 24 novembre, a Fonsai in cui richiedeva un miglioramento del margine di solvibilità al 120%, sceso a quota 111%, e un allentamento dei legami con la holding Premafin.

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