C’eravamo tanto odiati: una tavola imbandita, due ex amici e una proposta milionaria

Al Teatro Golden di Roma debutta in prima nazionale C’eravamo tanto odiati, commedia brillante scritta e diretta da Pino Ammendola, che interpreta anche il coprotagonista Dino accanto a Franco Oppini nel ruolo di Francesco. La coppia dà luogo a un duello teatrale di altissimo livello dove la spiccata comicità si intreccia a momenti di malinconia profondamente umani.


Prodotto da Maximo Event, lo spettacolo prende avvio dal passato di successo travolgente della coppia comica formata da Francesco e Dino, amatissima dal pubblico che, all’apice della carriera, viene spezzata da uno scherzo finito involontariamente in tragedia. La caduta dal palco che rende zoppo il personaggio di Dino segna non solo la fine del sodalizio artistico, ma anche la frattura definitiva di un’amicizia.
Dopo vent’anni di silenzio e rancori, i due ex compagni di palcoscenico si ritrovano nell’elegante saletta privata di un ristorante di lusso, convocati dall’ex manager per una proposta lavorativa tanto allettante quanto destabilizzante: una reunion milionaria in vista di un prestigioso evento a Dubai. È in questo spazio chiuso e sospeso nell’attesa del manager in arrivo con un volo di linea, che Ammendola e Oppini danno vita a un meccanismo drammaturgico solido ed efficace, capace di alternare con naturalezza tempi comici serrati a improvvise e intense aperture emotive.
Oppini e Ammendola danno vita a un confronto acceso, fatto di battute affilate, rancori mai sopiti e rivalità profonde. Le loro differenze caratteriali, nettamente delineate, alimentano una comicità pungente e mai volgare: Francesco, scanzonato e irriverente, ha dissipato ogni guadagno in una vita sregolata, collezionando figli sparsi per il mondo; Dino, più riservato, colto e “perbene”, è riuscito invece a mantenere una certa stabilità economica, ma la sua dimensione affettiva appare segnata da una profonda fragilità.
Accanto ai protagonisti si muovono con efficacia Marco Gabrielli, nei panni del giovane maître del ristorante, ingenuamente devoto ai suoi idoli, e Annalisa Favetti nel ruolo di Jane, segretaria affascinante e determinata dell’ex manager e amica di vecchia data della coppia. Convinta di poter placare gli animi dei due ex comici con il proprio charme, Jane è animata da un obiettivo ben preciso: riuscire a farli riunire e assicurarsi la propria parte di guadagno dalla tournée negli Emirati Arabi.
La serata procede alternando risate e momenti di riflessione, lasciando emergere confessioni inattese, rimpianti e solitudini condivise: Francesco ridotto in miseria da una vita di vizi e superficialità; Dino abbandonato dalla moglie dopo l’incidente alla gamba; Jane, prossima ai cinquant’anni, sola e ancora in affitto; e il giovane cameriere, da sempre alla ricerca di un padre mai conosciuto.
L’assenza del manager, bloccato dal maltempo, e il progressivo svuotarsi del locale accentuano il senso di attesa e sospensione, fino a quando un gesto imprevisto del giovane maître ribalta le carte in tavola, conducendo la vicenda verso un finale sorprendente. La tragicità si stempera così in tenerezza e malinconia, aprendo la strada a un lieto fine misurato e credibile.

La scelta del Teatro Golden si rivela particolarmente efficace anche per la sua specifica configurazione architettonica. La sala, concepita con il palcoscenico centrale e il pubblico disposto tutt’intorno, crea un’esperienza teatrale di tipo “arena” che abbatte la distanza tradizionale tra scena e platea. Questa vicinanza fisica amplifica l’impatto emotivo dello spettacolo, rendendo lo spettatore parte integrante del conflitto, quasi testimone diretto delle tensioni, delle confessioni e delle fragilità che emergono in scena.
C’eravamo tanto odiati si rivela dunque molto più di una semplice commedia divertente: è una riflessione sincera sul prezzo del successo, sull’amicizia tradita e sulla difficoltà di fare pace con il passato. Uno spettacolo capace di far ridere di gusto, ma anche di interrogare lo spettatore, che esce dalla sala con un sorriso velato e qualche consapevolezza in più.

Laura Trinci

Circa Barbara Lalle

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