Gli è sembrato troppo elevato il conto da pagare per una cena di pesce in un noto ristorante di Roseto e quando è andato in cassa a protestare ha dato una testata sul naso al proprietario del locale. Ma quel conto, il cliente, un 51enne di Francavilla, l’ha pagato ancora più caro visto che dopo essere finito a processo davanti alla giudice monocratica Claudia Di Valerio, ha nel frattempo pure risarcito con 2mila euro il ristoratore che per questo ha rimesso la querela.
LA RICOSTRUZIONE
Con lui quella sera a cena c’era anche una donna. Si tratta di un conto da 145 euro per antipasti di mare con crudi e una bottiglia di vino, ritenuto non in linea con un menu che non sarebbe stato portato al tavolo secondo il difensore, l’avvocato Alessandro Mascitelli. Ieri c’è stato l’epilogo giudiziario, decisamente meno grave rispetto a quanto prospettato dall’accusa che aveva ipotizzato i reati di estorsione, lesioni personali e violenza privata. La presunta estorsione è stata infatti riqualificata in insolvenza fraudolenta, reato poi dichiarato estinto proprio per remissione di querela. Per le altre contestazioni la giudice ha pronunciato il non doversi procedere sempre per lo stesso motivo. I fatti risalgono a dicembre del 2023 e tutto, appunto, sarebbe nato al momento del pagamento del conto. Nell’immediatezza dei fatti, così come emerge dallo stesso capo d’imputazione, il 51enne avrebbe inizialmente spiegato di non poter pagare perché la donna che era con lui, dopo un litigio, si sarebbe allontanata portandosi via il suo portafogli. Poco dopo, però, sempre stando agli atti dell’inchiesta, si sarebbe avvicinato alla cassa, cambiando atteggiamento e dichiarando apertamente che non avrebbe saldato il conto, aggiungendo che, in caso di insistenza, avrebbe «spaccato tutto».
Da lì la situazione sarebbe rapidamente precipitata. Il confronto con il titolare del ristorante si è svolto nella veranda del locale, dov’è scoppiata la colluttazione tra i due. Ad avere la peggio il ristoratore, colpito con una testata al naso che gli ha provocato lesioni guaribili in dieci giorni. Ma anche il cliente sarebbe finito a terra durante quella lite. Secondo quanto contestato dalla procura, una volta rialzatosi il 51enne avrebbe continuato ad inveire, tentando anche di scagliare una sedia e pronunciando ulteriori frasi minacciose. Nel capo d’imputazione vengono riportate espressioni come: «Vi consiglio di farvi i fatti vostri e che sia finita qui» oppure «adesso me ne vado e povero chi si permette di fermarmi».
Le minacce, sempre secondo l’accusa, sarebbero state rivolte anche al socio del ristoratore aggredito. Il 51enne avrebbe invitato i presenti a sostenere «che non è successo niente», aggiungendo: «Conviene più a voi che a me, io intanto me ne vado e vediamo chi si permette di fermarmi». Parole e comportamenti che avevano portato la procura a contestargli addirittura il reato di estorsione, ritenendo che le minacce fossero finalizzate ad evitare il pagamento del conto.
Fonte Teodora Poeta
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