Catalogna, salto nel vuoto e l’ombra della violenza

L’inevitabile è accaduto. La partita tra Madrid e Barcellona entra nel tempo dei pericoli estremi.

Maiano Rajoy a capo degli unionisti e Carles Puigdemont a capo degli indipendendisti Catalani, ciascuno con una personalità politica e umana determinata e propensa a vedere in ogni compromesso una sconfitta, ciascuno sostenuto da maggioranza fragile, spinti da falchi del proprio schieramento, entrambi impegnati in una battaglia di sopravvivenza politica, sono troppo simili perché uno di essi potesse prevalere sull’altro. L’art 155 contro la dichiarazione d’indipendenza è arrivato con tutte le conseguenze che ne potranno scaturire. Puigdemont ha gridato al ‘franchismo’ e alla repressione, Rajoy ha annunciato contemporaneamente l’amministrazione controllata della Catalogna e nuove elezioni regionali entro sei mesi. Questo anche per rispondere all?Ue che gli ha dato il suo sostegno, con la motivazione che l’UE appoggia il rispetto delle regole costituzionali dei suoi Stati membri, pur sottolineando che il Governo di Madrid non deve assumere atteggiamenti antidemocratici contro gli indipendendisti Catalani. E l’appuntamento elettorale per quanto generico risponde bene a queste esigenze. L’art.155 è la versione costituzionale di un salto nel vuoto. La sua vaghezza affida al Capo del Governo, previa ratifica del Senato, il potere di scegliere i mezzi più opportuni per far cessare lo stato di illegalità. Ed è non a caso che Rajoy soltanto questo ha annunciato di voler fare, ben sapendo che ogni passo del governo unionista in Catalogna, comporterà rischi altissimi per le istituzioni di Madrid. Puigdemont potrebbe non essere destituito ma privato dei suoi poteri che passerebbero in mano ad un organissmo espressione del Governo centrale. Stessa sorte toccherebbe al Parlamento Catalano, che conserverebbe una funzione di mera rappresentanza. E se nessuno obbedisse? bisognerebbe arrestarli tutti , comprese le forze di polizia che si rifiutassero di eseguire gli ordini di Madrid. Si assisterebbe ad uno scenario Sud americano sulle Ramblas. C’è un dato di cui bisogna tener conto ed è quello che una parte della popolazione catalana è ormai mobilitata a favore dell’indipendenza e comincia a far sentire la sua protesta, La burocrazia in larga parte si rifiuterà di lavorare per Madrid. Nel tempo potrebbero manifestarsi episodi di violenza. La situazione economica continua a peggiorare con le aziende che continuano a scappare dalla Catalogna. Mariano Rajoy ha tirato il dado il dado della sua Madrid, con l’unica opposizione di Podemos che grida alla sospensione della democrazia .La sua difesa della Costituzione avrebbe potuto avere il conforto di scelte più sagge, ma è giusta e democratica. Si profila uno scenario a cui l?Europa, almeno per il momento, preferisce non guardare.

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