Caso moto d’acqua, Salvini attacca l’autore del video

Matteo Salvini in conferenza stampa ha attaccato l’autore del video che ha scatenato numerose polemiche, come riporta Repubblica, in cui si vede suo figlio su una moto d’acqua della Polizia di Stato.

La questura di Ravenna ha avviato accertamenti sugli agenti coinvolti. Due gli aspetti da valutare: la legittimità della “passeggiata” di Salvini junior a bordo della moto d’acqua della polizia e il comportamento degli agenti nei confronti del giornalista: “O l’abbassi o te la levamo”, la frase rivolta al videomaker a proposito della telecamera. “Adesso sappiamo dove abiti”, un’altra frase detta dagli uomini della sicurezza a Lo Muzio due giorni fa.
Valerio Lo Muzio, il reporter in questione, ha provato più volte a rivolgere la parola a Salvini che lo ha freddato così: “Lei che è specializzato, vada a riprendere i bambini, visto che le piace tanto. I figli devono essere tenuti fuori dalla polemica politica, attaccate me, lasciate stare mio figlio”.

Il vicepremier ha aggiunto: “Andiamo insieme in pedalò, visto che sei maggiorenne ti posso invitare”.

Il reporter ha chiesto a Salvini chi fossero gli uomini della sicurezza che l’hanno allontanato due giorni fasulla spiaggia. Restano ancora da chiarire la legittimità della corsa sulla moto d’acqua e il comportamento dei due uomini nei confronti del giornalista.

Ma Salvini oggi in conferenza stampa non ha voluto neppure rispondere al giornalista di Repubblica Carmelo Lopapa che gli poneva domande su Gianluca Savoini e sul caso Moscopoli. Ed ha attaccato il giornale: “Repubblica è un giornale che mi diverte un sacco. Se voglio ridere leggo il vostro giornale”.

“Gravissimo che il ministro dell’Interno attacchi i giornalisti. In Russia accadono questo genere di cose. Ecco perché a Salvini piace tanto Putin. Se ne faccia una ragione, risponda e non continui a scappare”, dice la vicesegretaria del Pd, Paola De Micheli.

E interviene anche la Federazione nazionale della stampa con il segretario Raffaele Lorusso: “È la conferma che si sta cercando di creare un clima sempre più ostile nei confronti di chi fa informazione e pone domande, che è uno dei fondamenti della democrazia. Al di là degli insulti mi auguro che il ministro prima o poi voglia rispondere su fatti che l’opinione pubblica ha il diritto di conoscere perché sono di rilevanza pubblica. Nessuno qui sta attaccando un minore. C’è un uomo delle istituzioni che ha il dovere di rispondere”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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