Caso Gregoretti: si vota il 20 gennaio, bufera su Casellati

La Giunta per le immunità del Senato voterà il 20 gennaio l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. L’ha deciso la Giunta per il regolamento, approvando l’ordine del giorno del centrodestra per un verdetto il 20, nonostante scadano oggi i giorni perentori.

Alla votazione ha partecipato anche la presidente del Senato Casellati, votando a favore. Nella Giunta, reintegrata di due senatori di maggioranza, le due parti sono 6 a 6, esclusa la presidente. Polemiche nella maggioranza per la decisione della presidente che però respinge ogni messa in discussione della propria terzietà.

Il Pd diserterà la Giunta delle immunità il 20 gennaio? “Non lo so, ne ragioneremo. Di sicuro la Giunta si riunisce in modo illegittimo”, ha risposto il capogruppo del Pd Andrea Marcucci al termine della Giunta per il regolamento del Senato. Ma la cosa più grave – ha aggiunto – è che noi avevamo proposto che si riunisse oggi per completare il nostro lavoro, ma evidentemente questa cosa non era di gradimento. Così hanno fatto un colpo di mano gravissimo. Siamo molto preoccupati per la democrazia.

“Trovo molto grave che cinque minuti prima si stabilisca che il termine è perentorio (entro il quale decidere sulla richiesta di un’autorizzazione a procedere) e dopo 5 minuti, non dopo un giorno, si procede a stabilire che il termine non è perentorio e quindi si può assolutamente derogare. E questo è successo dopo che la presidente Casellati ha più volte affermato che lei non avrebbe partecipato al voto per la Giunta. Invece, ha fatto una scelta che non possiamo non considerare di parte, questo non ce lo saremmo mai aspettati”, l’ha detto la capogruppo del Misto Loredana De Petris uscendo dalla riunione della Giunta per il regolamento.

In riferimento alla seduta odierna della Giunta per il regolamento, il presidente del Senato Elisabetta Casellati respinge con forza ogni ricostruzione dei fatti che in qualche modo possa mettere in discussione la terzietà della sua azione ovvero connotarla politicamente, perché non si può essere terzi solo quando si soddisfano le ragioni della maggioranza e non esserlo più, quando si assumono decisioni che riguardano il corretto funzionamento del Senato.

Nella nota il presidente ha chiarito la sua posizione nella riunione della Giunta per il regolamento. Il presidente non ha votato sulla proposta dell’opposizione – continua – circa la perentorietà del termine previsto per le autorizzazioni a procedere a carico di ministri, così come non ha votato sulla proposta della maggioranza di assimilare alle commissioni permanenti gli organi del Senato aventi natura giuridica diversa da quelli delle stesse commissioni. E chiarisce: ‘Solo ed esclusivamente per contemperare diverse previsioni del regolamento altrimenti confliggenti tra loro (artt. 29 e 135 bis), si è espressa a favore di una proposta avanzata da un singolo componente della Giunta, al fine di garantire la mera funzionalità degli organi del Senato’. Casellati rimarca inoltre che contro il parere espresso dalla Giunta e segnatamente dai gruppi Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ha proceduto a integrare la stessa Giunta con due componenti appartenenti alla maggioranza di governo, nelle persone delle senatrici De Petris e Unterberger.

Se lunedì, come pare, perché i numeri ce li hanno a favore, Pd, Matteo Renzi e Movimento 5 Stelle decideranno che devo esser processato, andrò in quel Tribunale a testa alta, sicuro di rappresentare la maggioranza del popolo italiano”, ha dichiarato lo stesso Matteo Salvini  in diretta su Telelombardia.

“Sulla Gregoretti nessun rinvio. Ottimo. La maggioranza Pd, Movimento 5 Stelle, Matteo Renzi e Giuseppe Conte non potrà scappare dal giudizio degli italiani, a partire da calabresi ed emiliano romagnoli“, ha dichiarato la portavoce della Lega Erika Stefani all’Ansa a margine del vertice in Senato.

Giorgia Meloni a termine di un comizio a Ravenna, ha dichiarato all’Ansa: “Il tentativo di rinvio del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Matteo Salvini era una vergogna degna di una maggioranza vigliacca che sa che la maggior parte degli italiani è d’accordo con le politiche che aveva fatto al tempo”.

“La maggioranza degli italiani”, ha proseguito la presidente di Fratelli d’Italia, “è d’accordo con il controllo dei flussi migratori, non è d’accordo sul processare un ministro che fa il suo lavoro”.

Questa maggioranza, ha dichiarato Giorgia Meloni, “ha tentato di farlo lo stesso senza assumersene la responsabilità politica. Adesso gli italiani ancora di più sapranno, il 20 gennaio, prima di andare al voto, con chi hanno a che fare“.

Ovvero “con una sinistra, che è uguale in tutto il mondo: o riesce a vincere le elezioni, cosa che oramai non accade più, oppure deve riuscire a rimuovere i suoi avversari politici con strumenti che nulla hanno a che fare con la democrazia“, ha concluso la senatrice ai microfoni dell’Ansa.

 

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