“Sono devastato. Non voglio sembrare uno che vuole sfruttare questa situazione per apparire. Quello che volevo dire l`ho detto. Se la Rai vuole fare chiarezza, bene. Altrimenti quello che è accaduto è sotto gli occhi di tutti”. Così Fedez in un colloquio con La Stampa, dopo le polemiche per il suo intervento al concerto dell’1 maggio. “Ho visto che c`è chi mi ha attaccato su tutto, sul discorso che ho fatto. “Mi vogliano far passare per bugiardo. Non solo è vero che mi hanno chiesto di non fare i nomi dei politici leghisti, ma sono sicuro che sia successo anche ad altri. Sarebbe interessante indagare dietro le quinte dei concertoni passati. In queste ore mi stanno scrivendo tanti colleghi anche molto famosi che mi dicono come situazioni simili siano capitate anche a loro”, conclude Fedez che nelle scorse ore ha pubblicato sui social il video con la registrazione della telefonata con i dirigenti Rai che gli chiedevano di limare il suo intervento sul palco del concertone in quanto “non era il giusto contesto”.

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Sul palco Fedez ha poi svolto per intero il suo intervento nel corso del quale se l’è preso con il il senatore della Lega Andrea Ostellari, relatore del ddl Zan, il quale sul Corriere della Sera si difende così: “Quando mi accusa di aver ostacolato il ddl Zan Fedez racconta una storia non esatta perché non sa o non può sapere tutto. Il testo ci è arrivato dalla Camera nel novembre 2020. Allora c`era il governo Conte II. Nessuno ha mai sollecitato la sua iscrizione. Nemmeno il Pd. Perché? Se l`avesse fatto, non saremmo qui a parlare di Fedez”. Il ddl Zan ora è stato incardinato “con una spaccatura della maggioranza. E questo è un metodo sbagliato”, prosegue il senatore, che sul fatto che sia lui il relatore precisa: “È il regolamento del Senato che prevede che il relatore sia ‘naturalmente’ il presidente della commissione che poi, a sua discrezione, può delegare”. “E’ un testo scritto male” e “non è vero che garantisce maggiori diritti. E poi molte parti, come l`articolo 1, non piacciono a mondi (Arci lesbicaefemministe) che non sono certo i miei. Il dibattito è sempre opportuno, purché rispettoso della verità. Gli attacchi, invece, non servono. Infatti, non rispondo”, conclude Ostellari. Concentra l’attenzione sulla Rai, invece, il presidente della Camera, Roberto Fico. “La cultura della lottizzazione deve essere superata sia dentro la Rai che fuori. Nelle stanze dei partiti come in quelle dei tg. Altrimenti, le dichiarazioni di queste ore sono inutili”. E’ quanto sostin e intervistato da La Repubblica sul caso Fedez-Rai: e sul terreno dei diritti, dice ancora Fico riguardo il ddl Zan, “questa legislatura possa fare uno scatto ulteriore e forte”. La lottizzazione della politica in Rai “non è in alcun modo cambiata fino a oggi. Neanche con noi”, prosegue riferendosi ai 5 Stelle: “Nessun partito fino a oggi si è sottratto. Nessuno escluso, sono il primo a dirlo. Ecco perché una discussione di questa portata è importante adesso. È molto interessante ascoltare tutti i propositi pubblici dei politici, sentir dire loro che la Rai deve finalmente essere libera dalle mani dei partiti. Ne approfitto per dire: facciamolo. Facciamolo adesso, nei giorni in cui ci sono le nomine del prossimo cda”. “Non ho assolutamente nulla contro gli attuali vertici della Rai e non ne chiedo le dimissioni. A mancare è la cultura dell`indipendenza. Mettiamo al centro la competenza e l`indipendenza. Non mi esprimo sui nomi. È la logica a dover cambiare. C`è tutto il tempo per fare una riforma della governance del sistema radiotelevisivo pubblico, entro la fine della legislatura”, conclude Fico. Ieri il leader leghista, Matteo Salvini, ha continuato a rispondere a Fedez. “Fedez e Rai 3, polemica tutta interna alla sinistra. Artista di sinistra, censori di sinistra. Viva la musica e la libertà. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta”. Così su Twitter, sottolineando poi che la funzionaria Rai “registrata da Fedez era portavoce di Veltroni, sindaco Pd di Roma”. Il leader della Lega ieri aveva auspicato che il rapper non affrontasse dal palco del Concertone del Primo maggio il tema del ddl Zan contro l’omotransfobia.

Ma che cosa accade di preciso il primo maggio? Fedez sul palco del concertone, in diretta televisiva, attacca il senatore leghista Ostellari, reo di osteggiare il Ddl Zan, e tutta la Lega. In un attimo scoppia il caso politico. Il rapper al tradizionale Concertone si fa portavoce del disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Nel suo monologo spiega che “Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo, che è stato già approvato alla Camera come Ddl Zan può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza”. Poi Fedez ha ricordato una serie di dichiarazioni che nel corso degli ultimi anni sono state rese da esponenti leghisti. Il cantante ha anche sottolineato che la Rai aveva provato a censurare il suo intervento. Il clima è caldo ancor prima dell’esibizione di Fedez. Matteo Salvini si era augurato apertamente che non ci fossero comizi di sinistra. “Il concertone costa circa 500.000 euro agli italiani, sarebbero fuori luogo”, ha detto il segretario del Carroccio. Anche in questo caso, pronta la risposta di Fedez: “Vado gratis e pago i miei collaboratori che non lavorano da un anno”, specificando che si assumeva “ogni responsabilità” sul suo monologo e rivendicando la libertà di espressione di un artista sul palco. Dopo l’intervento del cantante, Salvini ha replicato a Fedez su Facebook: “Adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. E’ già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. E’ già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti”. Poi Viale Mazzini prima smentisce con una nota di Rai3 condivisa dall’ad Fabrizio Salini, poi il presidente Marcello Foa a sua volta spiega in un comunicato che il testo del monologo non era stato sottoposto alla sua approvazione come è consuetudine. Fedez nella tarda serata pubblica un video su Twitter in cui riprende una telefonata con la vice direttrice di Rai3 e con i suoi collaboratori. Salvini commenta: “Un cantante di sinistra litiga coi vertici Rai di sinistra. Così è. L’Italia se ne farà una ragione”. Il funzionario Rai spiega a Fedez che “non è editorialmente opportuno in quel contesto…”, il rapper argomenta: “Editorialmente? Io sono un artista, io salgo sul palco e dico quello che voglio e mi assumo le responsabilità di ciò che dico. Le asserzioni che riporto nel mio testo sono consiglieri leghisti che dicono `se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno´, perché non posso dire che un consigliere leghista in pubblica piazza ha detto che un figlio gay lo brucerebbe nel forno? Perché non posso dirlo?”. Fedez al Concertone del primo maggio, oltre a schierarsi apertamente in favore del Ddl Zan, chiede un intervento in favore dei lavoratori dello spettacolo. “Caro Mario – dice riferendosi al presidente del consiglio – capisco che il calcio è fondamentale per il gran numero di lavoratori che coinvolge ma non dimentichiamo che il numero dei lavoratori nello spettacolo si equivale. Qualche parola in difesa di un settore decimato da questa emergenza e regolato da normative risalenti agli anni Quaranta non sarebbe male. Come si è opposto alla Superlega sarebbe gradito un suo intervento per il mondo dello spettacolo”.

Con Fedez si schierano Pd e M5s che puntano invece la Rai. “Ci aspettiamo parole chiare dalla Rai, di scuse e di chiarimento”, dice il segretario Pd, Enrico Letta, nel corso del suo intervento a Radio 24, nella trasmissione di Maria Latella. Letta aggiunge di voler dire grazie a Fedez perché “le sue parole forti che condividiamo in pieno, rendono possibile rompere un tabù, cioè che non si può parlare di diritti perché siamo in pandemia. Occuparsi di pandemia non vuol dire che non si possono fare battaglie per i diritti, ius soli, come ddl Zan”. “Il tentativo di impedire a Fedez di esprimersi liberamente dal palco del concertone, come dimostrerebbe il video pubblicato dal cantante su Twitter, è gravissimo”. Così le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura alla Camera dei Deputati in una nota, che parla di “attacchi sguaiati che durante tutto il pomeriggio gli sono stati rivolti da un partito, la Lega, che vorrebbe addirittura censurare gli artisti. Ma l’espressione artistica, deve essere chiaro a tutti, non ammette censura. Anche se forse Salvini e i suoi non lo sanno, quello di manifestare liberamente il proprio pensiero è un diritto sancito dalla Costituzione”. “Si tratta di una vicenda – concludono – su cui è necessario fare subito chiarezza nelle sedi deputate, affinché non si ripeta mai più”.