Caso Ablyazov, si dimette Procaccini. I servizi segreti estranei alla vicenda

Salta la prima ‘testa’ sul caso Shalabayeva. Il prefetto Giuseppe Procaccini, Capo di gabinetto del ministro dell’Interno, si è dimesso. Sarebbe stato lui stesso a presentare le dimissioni, in relazione alle polemiche politiche suscitate dalla vicenda di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov. Intanto è arrivato sul tavolo di Angelino Alfano la relazione del capo della Polizia sull’espulsione di Shalabayeva. Alessandro Pansa ricostruisce le fasi e i vari passaggi burocratici della vicenda che ha portato all’espulsione dall’Italia della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov. Da quello che avrà scritto il numero uno della Polizia dipenderanno le sorti di alti funzionari del Viminale

Asi: “Estreani alla vicenda”. Il direttore del servizio segreto interno, generale Arturo Esposito, nell’audizione al Copasir ha assicurato che l’Asi è non è stato coinvolto nella vicenda Shalabayeva. “Essendo un’operazione solo di polizia, su richiesta Interpol e Criminalpol, l’intelligence non ha avuto un ruolo”, ha spiegato Esposito.

Mozione di sfiducia contro Alfano. Ma tutti gli occhi sono puntati su Angelino Alfano indicato, da più parti, come il vero responsabile del caso di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente Kazako Ablyazov rimpatriata assieme alla figlioletta di sei anni con l’accusa di aver falsificato il passaporto. Sul numero uno del Viminale pendono diversi interrogativi e soprattutto una mozione di sfiducia individuale depositata alla Camera e al Senato dal Movimento 5 Stelle e di Sel. La mozione di sfiducia nei confronti del ministro Alfano verrà esaminata dall’Aula del Senato venerdì prossimo alle 8.30. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Il voto comincerà alle 12,30. Le opposizioni e anche alcuni membri della stessa maggioranza che sostiene il governo di Enrico Letta accusano Alfano di non aver saputo gestire la vicenda. Ma il Pdl rimanda ai mittenti le accuse e difende a spada tratta il vice premier. Il capo gruppo alla Camera, Renato Brunetta, è esplicito “senza di lui il governo non va avanti”. “Mi sembra ovvio che Letta non andrebbe avanti – dice Brunetta – le mozioni di sfiducia individuale sono un atto aberrante, non previsto dalla Costituzione, che di solito rafforzano il governo e indeboliscono chi le presenta”. Parole sottoscritte dal presidente dei Senatori Pdl, Renato Schifani: “Chi spinge per le dimissioni resterà deluso”. Angelino Alfano sembra essere tranquillo. Il ministro ha ribadito più volte la sua posizione: lui nulla ha saputo ‘nulla’ della vicenda che ha portato all’espulsione della moglie di Ablyazov e di sua figlia. Ci sarebbe l’omesso controllo ma, stando alla sua difesa, in una struttura grande come quella del Viminale è impossibile avere sotto controllo tutto quello che accade e per questo il ministro conta su una squadra che lo supporta nelle sue decisioni. E proprio questa squadra di alti funzionari sono oggetto l’indagine del capo della Polizia. La relazione non dovrebbe fare i nomi dei colpevoli ma ricostruire tutti i passaggi di quei giorni di fine maggio. Sarà poi Alfano a proporre la sanzione per i responsabili della ‘mancata informativa’. Fatto sta che si preannuncia un giro di vite al Viminale .

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