Con un Circo Massimo gremito in ogni ordine di posti, il Teatro dell’Opera di Roma ha salutato la stagione estiva 2026 affidando ancora una volta ai Carmina Burana di Carl Orff il concerto conclusivo del cartellone. Dopo il successo dello scorso anno alle Terme di Caracalla, il capolavoro del compositore tedesco è tornato a suggellare la programmazione estiva, quasi a delineare una nuova consuetudine per il teatro capitolino.
Migliaia di spettatori hanno scelto di trascorrere la serata sotto le stelle, sfidando il caldo estremo per lasciarsi coinvolgere da una delle pagine più amate del repertorio sinfonico-corale del Novecento.
I Carmina Burana, composti da Carl Orff tra il 1935 e il 1936, nascono dall’incontro tra la musica del compositore tedesco e una raccolta di poesie medievali rinvenuta nel monastero di Benediktbeuern, in Baviera. Da quei versi dedicati all’amore, alla primavera, alla fortuna e ai piaceri della vita prende forma uno dei capolavori più coinvolgenti del repertorio corale del Novecento. Attraverso una scrittura musicale di immediata forza comunicativa, Carl Orff costruisce un monumentale affresco sonoro che continua a conquistare il pubblico grazie all’energia ritmica, alla centralità del coro e al celeberrimo O Fortuna, divenuto uno dei brani più iconici della musica di questo periodo.
Sul podio Wayne Marshall ha guidato Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma con una direzione energica, valorizzando il dinamismo e la ricchezza timbrica della partitura. Magnifico il Coro del Teatro dell’Opera, preparato da Ciro Visco, protagonista assoluto di un’esecuzione che ha saputo coniugare potenza, precisione e notevole compattezza sonora. Di altissimo livello anche la prova del Coro di Voci Bianche, preparato da Alberto De Sanctis, perfettamente inserito nell’architettura musicale dell’opera e capace di offrire un contributo di grande equilibrio espressivo. L’Orchestra del Teatro dell’Opera ha sostenuto con solidità e sensibilità l’intera esecuzione, restituendo tanto l’impatto dei grandi episodi corali quanto le pagine più liriche della composizione.
Accanto alle compagini artistiche del Teatro dell’Opera si sono alternati il soprano Alessandra Marianelli, il baritono Thomas Lehman e il giovane controtenore Ivan Borodulin, chiamati a interpretare i diversi registri espressivi della cantata scenica di Orff.

Ad affiancare la partitura è stata l’installazione audiovisiva ideata da Anagoor, costruita come una personale rilettura dei Carmina Burana attraverso immagini, materiali d’archivio, sequenze cinematografiche e riferimenti storici. L’articolato impianto simbolico elaborato dal collettivo richiedeva allo spettatore una continua attività interpretativa, affidando al programma di sala e ai riferimenti storico-culturali una parte significativa della propria decodifica.
La scelta di sostituire la tradizionale proiezione del testo con brevi inserti funzionali alla drammaturgia visiva ha inoltre orientato lo sguardo dello spettatore verso il percorso ideato da Anagoor, lasciando in secondo piano il rapporto diretto con la parola poetica dei Carmina Burana.
L’ambiziosa installazione audiovisiva ha così trasformato l’esecuzione in un’esperienza visiva fortemente connotata, proponendo una personale interpretazione dell’opera. Un percorso ricco di riferimenti storici e simbolici che, per alcuni spettatori, ha rappresentato un ulteriore livello di lettura, mentre per altri ha inevitabilmente finito per condividere con la musica il centro dell’attenzione.
Se l’intento era quello di instaurare un dialogo con la partitura di Orff, in più di un momento la componente visiva è sembrata aspirare a un ruolo autonomo, chiedendo allo spettatore di seguire contemporaneamente due narrazioni: quella musicale e quella iconografica.
Un equilibrio non sempre facile da mantenere e che, talvolta, ha finito per attenuare la forza comunicativa dell’esecuzione musicale.

Al termine del concerto, i lunghi e calorosi applausi del pubblico hanno salutato Orchestra, Coro, Coro di Voci Bianche, direttore e interpreti, confermando il successo di una stagione estiva che ha saputo richiamare migliaia di spettatori nella straordinaria cornice archeologica del Circo Massimo.
E mentre cala il sipario sull’edizione 2026, viene spontaneo chiedersi se quella dei Carmina Burana sia destinata a diventare una piacevole tradizione del Teatro dell’Opera di Roma. Dopo Caracalla e il Circo Massimo, chissà se anche la prossima estate sarà ancora il capolavoro di Orff a salutare il pubblico romano.
IL TEATRO DELL’OPERA AL CIRCO MASSIMO
Carmina Burana
Musica Carl Orff
Direttore Wayne Marshall
Maestro del Coro Ciro Visco
Installazione video Anagoor
Soprano Alessandra Marianelli
Baritono Thomas Lehman
Controtenore Ivan Borodulin
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
con la partecipazione del Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma (maestro Alberto de Sanctis)
CIRCO MASSIMO
RAPPRESENTAZIONE UNICA venerdì 31 luglio, ore 21.30

Loredana Margheriti
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