Carmelo Zuccaro, il giudice che deciderà su Matteo Salvini e la Gregoretti

Con il sì del Senato al processo per Matteo Salvini,  la palla ora passa al tribunale di Catania e al giudice Carmelo Zuccaro. Sarà lui a decidere sul rinvio a giudizio  nei confronti del leader della Lega.

Il magistrato si era già espresso per l’archiviazione dell’inchiesta sul caso Gregoretti. Secondo i pm non esistono gli estremi del sequestro di persona, a differenza del caso Diciotti, che aveva visto la richiesta di autorizzazione a procedere respinta dal Senato lo scorso anno.

Matteo Salvini, rispondendo all’Ansa, ha detto: “Mi sembra che la stessa procura di Catania ha detto che il reato non esiste. Non vedo grossi problemi. Non sono minimamente preoccupato. Se avessi dovuto ragionare per interesse personale o opportunismo non avrei preso la decisione che ho preso perché si parla di un processo e non di una passeggiata. Ho difeso la patria, quindi va bene il processo. Difendere i confini del Paese era un mio dovere. Posso star simpatico o antipatico, ma chiunque in Italia sa che avremmo fatto di tutto per bloccare gli sbarchi clandestini. E sono contento perché lo abbiamo fatto insieme agli amici del M5s”, ha proseguito Salvini, ricordando che le affermazioni di Toninelli, Bonafede e Di Maio sono del giorno dello sbarco. Quindi o c’erano ed erano d’accordo o c’erano e non hanno capito, che sarebbe anche più grave’.

Carmelo Zuccaro, chi è il giudice che deciderà sul rinvio a giudizio per Salvini

Nato nel 1956, Carmelo Zuccaro vinse il concorso per entrare in magistratura tra i 50 migliori laureati. Nel 1992, dopo la morte di Falcone e Borsellino, venne invitato in Parlamento per parlare dei rapporti tra mafia, politica e imprenditoria in Sicilia.

A soli 40 anni è stato Presidente di Corte d’Assise a Caltanissetta durante i processi su Capaci e via D’Amelio ter, mentre dal 2016 Carmelo Zuccaro è il Procuratore capo alle pendici dell’Etna.

Carmelo Zuccaro, perché ha fatto parlare di sé

Un’inchiesta sulle organizzazione non governative che soccorrono i migranti nel Mediterraneo ha fatto salire alla ribalta Carmelo Zuccaro. “Potrebbe esserci qualcosa di sporco, di molto sporco”, aveva detto il magistrato, dietro le ong. In merito alle prove, “non ne abbiamo ancora” aveva aggiunto.

Il Procuratore sosteneva di avere “delle telefonate fra la Libia e alcune ong”. In particolare, Zuccaro si riferiva ai tabulati. “Stiamo mettendo in mare i gommoni. Intervenite!”, sarebbe il contenuto di una delle telefonate.

In precedenza, il 4 dicembre 2015, Zuccaro era balzato agli onori di cronaca per il caso di un ventunenne siriano arrestato a Pozzallo con il sospetto di essere una cellula solitaria dell’Isis entrata in Europa.

Sul telefono del ragazzo, infatti, venne trovato un documento con un timbro dell’Isis e un testo in arabo, oltre che alcuni messaggi su Whatsapp: “Non c’è altro Dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo Profeta”. Il ragazzo restò in prigione per 16 mesi.

Matteo Salvini nella vicenda della Nave Gregoretti:”Se avessi dovuto ragionare per interesse personale o opportunismo non avrei preso la decisione che ho preso perché si parla di un processo e non di una passeggiata. Ho difeso la patria, quindi va bene il processo. Difendere i confini del Paese era un mio dovere”.

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