Carabiniere ucciso, oggi i funerali a Somma Vesuviana

Si terranno questa mattina, alle 12, a Somma Vesuviana i funerali di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere ucciso a Roma con 11 coltellate. I commercianti hanno esposto decine di bandiere dell’Italia per rendere omaggio al proprio concittadino. Il sindaco del paese ha disposto il lutto cittadino.

Una folla composta, sorpresa anche da un temporale, si è radunata a Roma in Piazza del Monte di Pietà per dare l’ultimo saluto al vicebrigadiere Maio Cerciello Rega, ucciso due notti fa. La moglie Rosa Maria veglia il feretro del marito, con gli occhi gonfi di lacrime. Intorno a lei, immobile nel suo dolore, il viavai delle migliaia di persone e appartenenti alle forze dell’ordine che sono venuti a dare l’ultimo saluto al vice brigadiere ucciso il 26 luglio. Hanno reso omaggio a Cerciello anche il premier Conte e la sindaca Raggi. Seduti accanto al feretro anche la madre del vicebrigadiere, la sorella e il fratello.

Oggi,  29 luglio, alle 12 a Somma Vesuviana, nella chiesa dove il vicebrigadiere si era sposato solo un mese fa, i funerali, che saranno trasmessi in diretta su Rai1.

Intanto emergono i particolari dell’autopsia. Sono state undici, e non 8 come sembrava, in totale le coltellate inferte da Elder Finnegan Lee al vicebrigadiere. Secondo l’autopsia Cerciello Rega è deceduto a causa della forte emorragia.

E’ stato inoltre individuato dai carabinieri il pusher che ha venduto aspirina al posto della droga ai due californiani. Si tratterebbe di un italiano. Sono in corso accertamenti anche sulla posizione di Sergio B., l’uomo derubato che quella sera diede l’allarme al 112. Saranno indagati per reati di droga. A quanto ricostruito, l’uomo accompagnò personalmente i ragazzi dal pusher.

 

Intanto la foto di uno dei due americani, Gabriel Natale-Hjort, con gli occhi bendati,  apre il sito della Cnn, che parla di “un’immagine scioccante” e riferisce dell’avvio delle indagini sullo scatto. La foto rimbalza anche sugli altri media americani, dal Washington Post al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di “atto illegale”.

‘Non c’è nessun dubbio che la vittima di questa tragedia sia il nostro Mario. Invito tutti a considerare, tuttavia, che bene ha fatto l’Arma a individuare il responsabile di questo improprio trattamento e a disporre il suo immediato trasferimento’. Così il premier Conte commenta la foto dell’indagato bendato. “Riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati” sottolinea Conte aggiungendo che è “censurabile” la diffusione della foto sui social. “L’Italia è uno Stato di diritto – ha proseguito -. Abbiamo principi e valori consolidati: evitiamo di cavalcare l’onda delle reazioni emotive tenuto anche conto che la nostra legislazione, in caso di omicidio volontario, contempla già l’ergastolo e non consente più sconti di pena”.

La procura di Roma è pronta ad aprire un’inchiesta sulla foto choc  circolata nelle ultime ore di uno dei due americani indagati per l’omicidio del carabiniere. Come detto   nell’immagine Natale Hjort è bendato mentre viene interrogato in caserma, con le mani legate e il capo chinato. Sarebbe rimasto in quello stato per 4-5 minuti. La procura è in attesa di una informativa in relazione alla foto.

Sulla vicenda l’Arma ha avviato una indagine interna, come ha fatto sapere il comandante Nistri. Intanto si apprende dai carabinieri che il militare che ha messo la benda all’americano arrestato per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega sarà immediatamente spostato a un reparto non operativo. Il militare ha giustificato la scelta di bendare il ragazzo – per non più di 5 minuti – per evitare che vedesse altri atti dell’inchiesta. In ogni caso il teenager sarebbe rimasto bendato per 4 o 5 minuti, prima di essere spostato in un’altra stanza. Ora le indagini dei carabinieri puntano a individuare l’autore dello scatto e chi ha fatto circolare la foto su alcune chat.

 “Quella foto mi ha fatto davvero un brutto effetto. Oggi abbiamo provato ad andare in carcere per parlare con il mio assistito ma non è stato possibile: voglio capire cosa sia successo e se anche lui è stato bendato e legato”, dice Francesco Codini, l’avvocato di Finnegan Lee Elder, il 19enne americano che ha ammesso di aver accoltellato e ucciso Rega.

“Prevediamo di andare a Roma non appena il Dipartimento di Stato ci assicurerà che saremo in grado di vedere nostro figlio”,  hanno affermato i genitori di Finnegan Lee Elder alla Cnn e ad altri media americani. “Siamo al corrente dei piani per il funerale di Rega – hanno aggiunto i familiari – e intendiamo essere rispettosi nei confronti della sua famiglia e degli amici in questo momento terribile di dolore”.

La foto è rimbalzata anche sui media americani, con la Cnn che parla di immagine ‘scioccante’ e molti altri che riferiscono dell’indagine aperta al riguardo e, riportando i commenti che si susseguono in Italia, parlano di bendaggio illegale. Il Washington Post definisce lo scatto “intollerabile” citando i commenti delle autorità italiane e ricorda come l’arresto dei due americani arriva a un mese dalla prima visita di Amanda Knox in Italia dopo essere stata assolta per l’omicidio di Meredith Kercher. Il Los Angeles Times tratta il caso della foto dell’americano bendato sull’home page del proprio sito, riferendo dell’avvio delle indagini da parte della polizia. Ampio spazio allo scatto è dedicato anche da Abc, che parla di bendaggio illegale, riferendo le parole usate dalle autorità.

“Le informazioni fornite dalla Procura della Repubblica di Roma circa le modalità con le quali è stato condotto l’interrogatorio – ha sottolineato il procuratore generale di Roma, Giovanni Salvi – consentono di escludere ogni forma di costrizione in quella sede: 1. Gli indagati sono stati presentati all’interrogatorio liberi nella persona, senza bende o manette; 2. All’interrogatorio é stato presente un difensore; 3. L’interrogatorio é stato condotto da due magistrati, è stato registrato e ne è stato redatto verbale integrale; 4. Gli indagati sono stati avvertiti dei loro diritti”.  “Le indagini – ha detto ancora il magistrato – proseguono per accertare chi, per quali ragioni e per disposizione di quale autorità abbia bendato l’indagato e abbia ritenuto di tenere l’indagato in manette; si accerteranno anche eventuali responsabilità per omessa vigilanza”.

  “Cosa ci fa una benda in una stazione dei Carabinieri? Sono cose da far west”, ha affermato il presidente della camera penale di Roma, Cesare Placanica. “Con riferimento alla violenza posta in essere nei confronti di un indagato, affidato alla custodia dello Stato – prosegue Placanica – abbiamo preso atto dell’apertura immediata di una indagine penale e anche disciplinare. Ne attenderemo, seguendola con attenzione, l’esito. Non siamo e non diventeremo ora forcaioli”. Una indagine che “però, valuti anche gli aspetti più inquietanti. Siamo in presenza di un fatto unico? Cosa ci fa una benda in una stazione dei carabinieri? Cose appunto da Far West, dove, lo rammenti chi lo alimenta, l’ultimo impiccato é sempre il più giustizialista”, conclude il presidente dei penalisti romani.

Quell’immagine Matteo Salvini la rilancia anche sui suoi social. “A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita. Lavorando. Punto”, scrive. A dar manforte alla linea del Capitano arriva un altro ministro, Gian Marco Centinaio: “Adesso si apre un’indagine perchè era ammanettato e bendato? Siamo seri…”, scrive su Facebook, rilanciando l’immagine. Sulla stessa linea anche Giorgia Meloni: “A tutti quelli che ora si affannano a montare il caso del delinquente bendato in caserma vogliamo ricordare che la vittima è un carabiniere barbaramente ammazzato a 35 anni, il carnefice un balordo drogato americano. Punto”.

Immediata la reazione delle opposizioni, che accusano in particolare il ministro dell’Interno di minimizzare l’accaduto. “Salvini non si illuda di distrarci con le sue foto provocatorie”, dice il segretario Pd Nicola Zingaretti, riferendosi al caso Russia: “Per ora sappiamo che suoi collaboratori, probabilmente pagati con i soldi dei cittadini, sono a capo di una centrale dell’odio e del disordine sui social. Per un ministro che dovrebbe garantire l’ordine pubblico non è male. Salvini gli italiani ti aspettano”.

Per Pietro Grasso, senatore di Leu ed ex magistrato, la foto “fa male”, spiega, “perché infanga il lavoro di migliaia di Carabinieri”. “Chi fa il Ministro della Repubblica non deve giustificarle”, insiste. “Chi – come la Lega – lancia un sondaggio su facebook per aizzare gli istinti più bassi dei cittadini non ha alcun senso dello Stato. E’ pericoloso, sbagliato, e fa male al nostro Paese. Non posso nascondere di essere davvero preoccupato”.

E sempre sui social ricorda:  “Quando arrestammo Bernardo Provenzano, o quando interrogai Giovanni Brusca, mi trovai davanti uomini che avevano commesso le stragi, fatto uccidere colleghi e amici, progettato il mio omicidio e il rapimento di mio figlio. Potete immaginare il mio stato d’animo. Ho sempre avuto chiaro però quale fosse il mio ruolo: quello di rappresentante dello Stato”. E aggiunge: “A Provenzano, catturato dopo 43 anni di latitanza, la prima cosa che chiesi fu: ‘ha bisogno di qualcosa?’. Rispose che aveva bisogno di un’iniezione per curare la sua malattia, e rapidamente trovammo il modo di fargliela. Gli dimostrammo la differenza tra noi e loro: non ci si abbassa mai al livello dei criminali che si combattono, non ci sono e non devono esserci eccezioni. Questo significa essere uomini e donne al servizio dello Stato”.

“Siamo scioccati. Esprimiamo le più profonde condoglianze alla famiglia del brigadiere Cerciello Rega” afferma la famiglia di  Finnegan Lee  Elder in un comunicato. “Non abbiamo informazioni indipendenti sull’accaduto, non siamo stati in grado di avere comunicazioni con nostro figlio. Chiediamo il rispetto della nostra privacy durante questo momento difficile. I nostri pensieri vanno a coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”.

“Quel che è accaduto al vice brigadiere Mario Cerciello Rega – scrive su Facebook Luigi Di Maio – ci lascia ancora senza pace. C’è un passo in più che però possiamo compiere. Ed è quello di equiparare il trattamento delle vittime del dovere a quello delle vittime del terrorismo. È un tema dibattuto da tempo a cui il Parlamento deve rispondere. C’è già una legge del M5S depositata dal nostro senatore Gianmarco Corbetta. Spero che si riesca presto ad incardinare in commissione e che il testo trovi il supporto di tutte le forze politiche”.

Restano però ancora molti punti oscuri sulla vicenda: i due giovani erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati hanno rubato la borsa del pusher che conteneva il suo cellulare. L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all’orario stabilito, i due carabinieri in borghese si sono recati in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, una zona centrale piena di studi di avvocati e case borghesi. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con 11 coltellate.

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