Sul patentino antifascista richiesto dagli organizzatori di “Più libri, più liberi”, fiera della piccola e media editoria, si sono scatenati anche gli intellettuali di sinistra e i giornalisti. Tra tutti Luciano Canfora, professore di Lettere antiche a La Sapienza di Roma, che ha schernito la scelta da probiviri: «È una cosa che fa ridere, gli editori non sono partiti politici. Il problema è molto semplice. Io ritengo l’antifascismo un valore positivo, ma c’è anche un grande storico come il mio amico Franco Cardini che quando gli chiesero in una trasmissione televisiva se fosse antifascista rispose: lo diventerò».
Poi ha ribadito che «la dichiarazione di antifascismo è una decisione dissennata che si espone a critiche di ogni tipo, l’editore non è un funzionario pubblico che deve giurare sulla Costituzione ma una figura che fa impresa e può fare quello che gli pare». Sulla stessa linea d’onda anche il filosofo Massimo Cacciari, che dopo aver appreso la notizia ha definito la scelta degli organizzatori dell’evento come «un delirio e una follia». Poi ha aggiunto: «Penso si siano bevuti il cervello, chiedono di firmare una dichiarazione come quella in cui dichiari di non essere mafioso». Insomma, «una dichiarazione di questo genere supera ogni limite, tra poco dovremo firmare le dichiarazioni per dire che si è contro Putin o contro Trump».
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.