Campagna elettorale dei pentastellati tra camper e grisaglia

 

 

La strategia usata per la campagna elettorale dei Cinquestelle è diversificata in due aspetti: piazza e rapporti istuzionali, o meglio, di ‘categoria’. Obiettivo: raccontare il Movimento partendo dal punto in cui è stata scoccata la freccia per cogliere il bersaglio. Inutile dire che il bersaglio, oggi,  ha i colori del governo.

  Di Maio è calibrato sul versante istituzionale, tra imprenditori e incontri politici-economici. A Londra  assicurava: ‘Non siamo populisti’, ovvero: ‘Non siamo inaffidabili’.  Agli industriali della Lombardia sottolineava: ‘Nella prossima legislatura bisogna fare un patto con tutte le forze politiche per fare una legge di bilancio che abbia un piano condiviso di lungo termine’. In poche parole: ‘Condivisione di obiettivi comuni da fissare con altre forze’. Guardando alle linee del passato, di opposizione, Di Maio afferma tutto ed il contrario di tutto. E’ come posizionare un prodotto su un mercato ad alto regime di concorrenza: alla presentazione ci pensa il marketing, alla collocazione il commerciale.

Una scelta consapevole e voluta per  ritagliare su Di Maio  un ruolo rassicurante e credibile. Attraverso ‘Luigino’ si punta a fasce di elettorato mai raggiunte prima. Un Di Maio calibrato all’occorrenza.

In questi giorni tra staff, parlamentari e neo candidati è tutto uno sventolare il sondaggio Ipsos che certifica il M5s come il partito più adatto a gestire l’economia. Inutile dirlo: ‘Merito del candidato premier…’.

Nel proprio blog i pentastellati si definiscono ‘partito’, cosa impensabile un anno fa, per presentare il risultato del sondaggio.

Di Battista, dal lato suo, attraverso  un giro d’Italia  coinvolgerà tutti i candidati  veicolando in modo  pop i venti punti del programma a 5 stelle e manterrà, a differenza di Di Maio,  un filo diretto  con la pancia dell’elettorato.

Da qui la scelta di diversificare radicalmente le due traiettorie. Mantenendo da un lato intatta l’aura istituzionale di Di Maio, e schierando,  al contempo,   il più performante dei suoi assi da campagna elettorale a guida di gruppo parlamentare e candidati dall’altro.

Di Battista: ‘ Movimento di lotta’.  Di Maio:  ‘Movimento di governo’.

Le strade di Alessandro e Luigi si riuniranno solamente alla fine, a Roma, a Piazza del Popolo, il 2 marzo.

Cocis

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