Camusso: “Ricorso alla Consulta contro la manovra”

Lo sciopero generale non gli è bastato. Vuole andare oltre e non si fermerà perché continua a ripetere ai quattro venti che la manovra “è ingiusta, depressiva e irresponsabile”. Susanna Camusso ora punta direttamente alla Consulta. Per il segretario generale della Cigl sono diversi i punti che “rischiano l’eccezione di costituzionalità”. “Non ci fermeremo neppure dopo l’approvazione della manovra. E non ci fermeremo alla mobilitazione di piazza. Stiamo già preparando con i nostri consulenti legali i ricorsi sui singoli punti della manovra, a cominciare dal contributo di solidarietà solo per i pubblici dipendenti”. E’ la linea seguirà la Cgil e illustrata al comitato direttivo convocato dopo lo sciopero generale e alla vigilia del voto finale della manovra in Parlamento. ‘Stiamo già preparando con i nostri consulenti legali i ricorsi sui singoli punti della manovra cominciare dal contributo di solidarietà solo per i pubblici dipendenti”. Sono molti i punti della manovra, secondo Camusso, ”che rischiano l’eccezione di incostituzionalità”.

Il numero uno di Corso Italia parte dal contribuito di solidarietà introdotto solo per i pubblici dipendenti. ”Una norma che introduce una doppia discriminazione. Il nostro compito è perciò anche quello di difendere le professionalità pubbliche che si vogliono colpire. Vogliamo portare questa norma alla Corte Costituzionale”. Un altro ricorso legale riguarderà le norme sul money transfer, la cosiddetta ‘tassa sulle rimesse’. ”Una norma ispirata evidentemente dalla Lega – ha spiegato la Camusso – che ha come obiettivo proprio i lavoratori immigrati presenti nel nostro Paese. E ancora una volta si cerca una strada per colpire irregolarità imposte dai datori di lavoro”. Altro punto di sospetto costituzionalità è quello relativo all’articolo 9 della manovra che prevede ”la reintroduzione di veri e propri ghetti per le persone disabili e che in generale reintroduce nel nostro Paese discriminazioni profonde e incivili tra lavoratori ‘normali’ e lavoratori disabili”. Ma per la Cigl la madre di tutte le battaglie è contro l’articolo 8 della manovra finanziaria già approvata dal Senato. ”La Cgil chiede la cancellazione della norma dalla manovra” ha ribadito Camusso nel sottolineare che, nel caso dovesse essere confermata, ”si aprirà la strada ai ricorsi giudiziari”. Per la leader del maggior sindacato della sinistra italiana lo sciopero generale di martedì scorso è stato un successo straordinario e “questa volta non si è trattato esclusivamente della mobilitazione della Cgil: abbiamo rappresentato un disagio, un malumore, un sentire generale del Paese”.

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