Camorra: Sequestrata villa ad Alfonso Schiavone

Uno zio Paperone dei giorni nostri, Alfonso Schiavone. “Chi abita qui, vive circondato dalla ricchezza”, sembrava recitare il simbolo del dollaro (la S attraversata da segmenti verticali), che il malvivente si era fatto disegnare sul pavimento del cortile.  La Guardia di Finanza sta notificando in queste ore un decreto di sequestro emesso del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, su richiesta del pm della Dda Catello Maresca a persone legate al clan dei Casalesi. Tra queste, appunto, Alfonso Schiavone, ritenuto affiliato alla fazione del clan dei Casalesi che fa capo a Francesco Bidognetti. La villa, che si trova a Castel Volturno (Caserta), in via Cadorna, è tra i beni sequestrati ai Casalesi, complessivamente del valore di due milioni e mezzo di euro. L’ operazione fa seguito a quella in cui, circa un mese fa, erano stati sequestrati altri beni per un valore di 25 milioni. La villa di Alfonso Schiavone si estende su tre livelli, ed è riccamente rifinita e cinta da un alto muro. Nel cortile, con cubetti di porfido, è stata ricavato quello che gli investigatori ritengono il simbolo del dollaro, ma che può anche essere letto come le lettere iniziali dei cognomi dei proprietari: Schiavone, appunto, e Iovine, la moglie. Tra i beni sequestrati c’ è anche il ristorante “da Baffone”, a Castel Volturno, in via Napoli.

Arrestati due fratelli, latitanti dell’ala Schiavone: Erano ricercati dallo scorso mese di luglio, Gerardo e Giacomo Mezzero, entrambi elementi di spicco dell’ala Schiavone appartenente al clan dei Casalesi. I due malviventi sono stati arrestati dalla squadra mobile di Caserta nella zona di Formicola, nel Casertano. La Procura di Napoli aveva emesso nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per una condanna definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso. I due fratelli sono stati intercettati dalla squadra mobile di Caserta – diretta da vice questore Angelo Morabito – mentre, a bordo di un’auto intestata alla madre defunta, si trovavano lungo una strada interpoderale che collega i comuni di Formicola e Pontelatone, nell’alto Casertano. All’arresto le forze dell’ordine sono giunti dopo settimane di appostamenti e pedinamenti. In passato i due fratelli avevano gestito imprese edili controllate direttamente dai capi del clan dei Casalesi che, in questo modo, reinvestivano i proventi delle attività illecite. Secondo quanto accertato, con intimidazioni di stampo mafioso i due si accaparravano appalti pubblici e privati. In un’occasione i due fratelli, insieme ad altri esponenti dell’organizzazione criminale, con minacce e percosse costrinsero i titolari di un’impresa edile a non partecipare alle gare di appalto pubbliche indette dal comune di Grazzanise (Caserta) per la costruzione, sistemazione e il rifacimento di reti idriche, fognarie e stradali.

Carmela Iovino

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