A Brindisi va in scena la prima defezione lampo per il partito di Vannacci. Che scopre come votare insieme al Campo largo non sia il modo migliore per tenere alto il morale delle proprie truppe.
Qui, tre giorni fa, la consigliera comunale Maria Ciaccia lascia Forza Italia con due colleghi per abbracciare il progetto di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Un salto, da parte di esponenti considerati vicini ai vertici territoriali del partito, che nel comune pugliese sembra l’inizio di una nuova avventura politica, tra l’altro con lo sbarco dei primi vannacciani nel consiglio comunale. Ma l’entusiasmo di Ciaccia per la nuova bandiera dura appena il tempo di un giro di pista. E ieri, prima ancora di disfare i bagagli, arriva il momento del “percorso al contrario”, annunciato da un comunicato eloquente. “Dopo una breve ma ponderata riflessione, ho deciso di annunciare ufficialmente il mio rientro nel Partito e nel Gruppo consiliare di Forza Italia”, spiega la consigliera azzurra.
Ciaccia torna a casa, Vannacci perde già un pezzo. E l’esponente politica brindisina è perentoria quanto ai motivi della sua scelta. “Il mio spiega – non è semplicemente un ritorno a casa, ma un atto di responsabilità verso i cittadini e verso un elettorato che chiede serietà, competenza e concretezza”. Elementi che, par di capire, nella nuova casa Ciaccia non ha trovato. E così eccola tornare alla base, proprio all’indomani degli attriti tra maggioranza e Futuro Nazionale in Parlamento, rivendicando come “Forza Italia resti l’unico vero pilastro del popolarismo europeo in Italia, una forza di governo credibile, capace di mediare con buonsenso e di mettere al centro le imprese, le famiglie, l’educazione e lo sviluppo del territorio”.
A riaccoglierla, il segretario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, brindisino pure lui, che aveva salutato “con tristezza” l’addio di Ciaccia, augurandole comunque “di fare bene”.
È il personaggio del momento. Prima l’intervista a Otto e mezzo, poi l’assemblea costituente di Futuro nazionale, che da movimento è divento partito. Il consenso per Roberto Vannacci cresce, e oggi è stimato al 4,8%. Ma a quanto ammonta il suo patrimonio? Ne fa parte, sicuramente, anche la sua casa a Viareggio. Ma non è ciò che vale di più.
Una grossa fetta dei guadagni del generale viene dai libri. Secondo la lista stilata dall’ong Transparency International, nel 2024 si è piazzato al terzo posto tra i parlamentari europei più ricchi, dietro al romeno Gheorge Piperea (gruppo Ecr), che domina la classifica con 657 mila euro, e al francese Laurent Castillo (Ppe), con 231 mila. Vannacci ha guadagni paralleli da 200mila euro, queste le entrate extra dell’eurodeputato. Somme legate principalmente alla vendita dei suoi libri, che in Italia hanno avuto un grande successo. E che si aggiungono allo stipendio da parlamentare.
Ai guadagni dalle vendite di libri si somma lo stipendio da eurodeputato. Sono 124 mila euro lordi l’anno (8.420 euro netti al mese), a cui vanno sommate un’indennità di spesa di 59.400 euro e un’indennità di presenza del valore solitamente di 52.800 euro, sempre annuali. Peraltro, come previsto dal regolamento UE, a 63 anni maturerà anche il diritto al vitalizio di Bruxelles. Che potrebbe aggiungere altri 2.500-3.000 euro mensili all’assegno.
La pensione
Otto mesi dopo l’elezione al parlamento europeo Vannacci è andato in pensione. A 56 anni. Come ha confermato ai cronisti, ha pagato “44 anni di contributi” essendo entrato nell’esercito a 17 anni. «Ho maturato il diritto, lo prevede la normativa». A che cifre arriva? È stato paracadutista incursore già a capo della Brigata Folgore e del Reggimento Col Moschin: un generale di divisione prende circa 5 mila euro netti al mese.
Un fair play ammirevole, premiato quasi immediatamente dal paso doble della consigliera comunale, che dopo essersi affacciata nella neonata creatura politica del generale Vannacci ha scelto di rientrare alla velocità della luce al punto di partenza. Dicendosi, adesso, “pronta a continuare nel lavoro che, insieme, avevamo già condiviso per la città”.
Il leader di Azione, a margine del Forum in Masseria organizzato da Bruno Vespa e Comin&Partners, si esprime su Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale: “Non scherziamo, Vannacci è una minaccia alla sicurezza nazionale. Vannacci è stato per anni addetto all’ambasciata in Russia, è molto vicino ai russi che in questo momento sono nostri nemici. I russi ci hanno fatto 4mila attacchi cyber, hanno degli italiani tutti i dati del sistema pensionistico e bancario”.
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