Calcio: caos Parma; Gdf in sedi Figc e Lega A

In vista dell’udienza prefallimentare relativa alle vicende del Parma Calcio, la Guardia di Finanza, per ordine della Procura della Repubblica, sta acquisendo e sequestrando documenti nella sedi della società; della Figc, a Roma; della Lega di serie A, a Milano; e in uno studio di consulenza del lavoro, a Parma. In Federcalcio la Guardia di Finanza si e’ presentata nella prima mattinata, e subito  si e’ spostata da via Allegri in via Po, presso gli uffici della Covisoc, l’organismo di controllo economico sulle società. Da parte della Figc, sottolineano fonti della federazione, ”massima disponibilità” e’ stata offerta alle richieste dei finanzieri. Dopo l’ex presidente Tommaso Ghirardi, è indagato anche l’ex direttore generale del Parma Fc Pietro Leonardi nel fascicolo aperto dalla procura per l’ipotesi di bancarotta fraudolenta, anche se per il dissesto della società non c’è ancora una dichiarazione di fallimento. Leonardi, che aveva lasciato di recente le cariche sociali ma non il ruolo tecnico, si era dimesso giorni fa parlando di motivi di salute. Fu ad nella gestione Ghirardi. Il tentativo di salvare il Parma “può farlo solo la proprietà, non può farlo un terzo”: così Giampietro Manenti, presidente del club ducale ai microfoni di Radio24 dove spiega anche perchè non partecipa all’assemblea di Lega in corso a Milano. “Perché non sono lì? Perché abbiamo un controllo in corso. Non mi posso muovere, come faccio”. Nel pomeriggio a parma arriverà Tavecchio per parlare con la squadra ma Manenti non chiarisce se ci sarà o meno un incontro col n.1 della Figc: “Vediamo come si evolve la discussione, come faccio a sapere cosa posso dirgli? Non so cosa dirà lui”. “Chi me lo ha fatto fare? È una bella domanda. Ho ereditato una situazione molto difficile, non immaginavo di trovarmi una situazione così complicata ma stiamo cercando di superare gli ostacoli ed andare avanti”, ha successivamente aggiunto Manenti ai microfoni di Radio Crc. “C’è bisogno di un lavoro non indifferente, non abbiamo ancora una stima precisa dei debiti contratti ed abbiamo tempo fino al 20 per effettuarla. Siamo convinti di riuscire a salvare il Parma”, ha detto ancora Manenti aggiungendo di essere “scoraggiato ma non pentito”: “Ho sbagliato a fare quelle dichiarazioni all’inizio, ma ero convinto di potercela fare ed ho già fatto mea culpa. Ripeto, non conosciamo l’entità dei conti in rosso. Immaginavamo una situazione diversa da quella che abbiamo trovato, ma sono abituato a situazioni difficili”. Venendo al calcio giocato, per Manenti “Parma-Atalanta si giocherà. Anche le partite precedenti erano a posto dal punto di vista finanziario”.  “Non mi fido di Manenti, in Lega i Serie A aveva detto che avrebbe sistemato le cose nel giro di due o tre giorni, ma ne sono passati più di 15. È inaffidabile, non lo voglio qua”. Così Enrico Preziosi, presidente del Genoa, all’ingresso della sede della Lega di Serie A prima dell’assemblea indetta per decidere il piano-salvezza del Parma.  All’ingresso della Lega di Serie A, il presidente del Genoa commenta la situazione del Parma, auspicando migliorie nel sistema calcio. “Siamo qui per discutere la possibilità che il Parma continui il campionato. Mi sembra ci sia una caccia al colpevole, ma non è così che si risolvono i problemi. Dovremo impedire l’acquisto di oltre 200 giocatori. Ma credo che il calcio sia un meccanismo preciso, in cui nessuno può acquistare senza dare garanzie”, afferma il patron del Genoa, prima dell’assemblea indetta per decidere il piano salvezza del Parma.  “È già un campionato falsato”. Così il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi, all’ingresso della Lega Serie A, prima di partecipare all’assemblea che deciderà il piano-salvezza del Parma. “Se ci sono regole certe e le condizioni perché vengano rispettate, allora si può mettere una mano sul cuore e una sul portafogli – ha aggiunto Lugaresi -. Mi aspettavo la lettera di Sky, è normale visto che sono state saltate già due partite. Gli accordi vanno rispettati”. Poi il presidente Lugaresi commenta le recenti insinuazioni di Alessandro Lucarelli, che aveva definito la posizione del Cesena condizionata dagli interessi su Defrel, giocatore in comproprietà tra i due club. “È un’affermazione fortemente offensiva nei miei confronti e in quelli del club. Forse pensa siamo dirigenti come quelli che ha avuto”.

 

 

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