Cala il sipario sulle speranze azzurre. Soffriamo in silenzio

Difficile avere orecchi per ascoltare le dichiarazioni di fine partita. Soprattutto se a farle sono i vincitori che, purtroppo, non sono i nostri azzurri. Difficile pensare anche che potevamo pareggiare la partita dopo l’infortunio accorso a Motta e con la conseguente impossibilità di effettuare altre sostituzioni. Con la certezza, amara, di giocare contro la Spagna in inferiorità numerica. Difficile anche avere simpatia per chi vince troppo, tre titoli consecutivi ossia due europei intervallati da un mondiale. Difficile avere simpatia per chi, in superiorità numerica e con ben quattro gol di vantaggio, nei minuti di recupero ha cercato con ostinazione di rifilarci un pokerissimo. Difficile avere orecchi per ascoltare chi ha detto che noi con il 4-3-2 siamo abituati a giocare, come se la nazionale giocasse sempre in inferiorità numerica. Difficile ma non troppo pensare che gli azzurri avrebbero potuto fare di meglio ed evitarci questa pesante umiliazione. Difficile pensare che Prandelli ha fatto le scelte giuste nel mettere la migliore squadra in campo, vedi Chiellini e Motta. L’unica cosa che non è stata difficile stasera ? Spegnere la tv per evitare di assistere al trionfo delle furie rosse. Sarà anche antisportivo ma restiamo pur sempre italiani. Nel bene e nel male. Michele Pisani

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