Cad, tra Ue e Renzi

Renzi va dalla Merkel per battere i pugni sul tavolo ma il Nyt pubblica ad orologeria l’esistenza di una lettera dell’Americano Carter, datata Primo Dicembre, in cui dice al collega italiano della Difesa, la Pinotti, che l’Italia fa poco contro l’Isis e chiede maggiore intraprendenza sui territori pericolosi, soprattutto in Libia. A nostro parere il Segretario Usa della Difesa toglie il tavolo a Renzi, per cui i suoi pugni si trasformano in semplici educate richieste alla Merkel. Per la flessibilità c’è un ‘no comment’ della Merkel che dice: ‘E’ materia di Commissione’. Sulla richiesta di allargare a tre le partecipazioni alle riunioni di prospettiva europea con i Francesi, sembra che abbia ottenuto il diritto d’ascolto. Alla richiesta di pedalare insieme, sembra che ci sia stata l’offerta di un risciò, dove sia Matteo a pedalare per francesi e tedeschi. Capito il vento che tira Renzi si sposta a Ventotene, dove celebra la ‘Resistenza Europea’ ma in effetti perde punti sul protagonismo costruito verso la Nuova Europa. ‘Il nostro mestiere è guidare l’Europa, non andare in qualche palazzo di Bruxelles a prendere ordini’, scrive Matteo Renzi nella sua E-news: ‘I giorni appena passati sono stati caratterizzati da una intensa attività anche internazionale, a cominciare dalla storica visita del presidente Rouhani che ha scelto l’Italia come prima tappa dopo l’accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni. Ma l’attenzione dei media si è concentrata soprattutto sull’incontro con Angela Merkel’. Dopo aver messo i link al New York Times e alla Faz con le interviste rilasciate ai quotidiani Usa e tedesco, Renzi scrive: ‘L’Italia per anni aveva un debito morale con le istituzioni europee, e io dico soprattutto con i propri concittadini, perché parlava di riforme che non riusciva a realizzare. Adesso le cose sono cambiate. Le riforme sono leggi e dopo tre anni di recessione è tornato il segno più nei fondamentali economici. Possiamo tornare a fare il nostro mestiere, dunque. E il nostro mestiere è guidare l’Europa, non andare in qualche palazzo di Bruxelles a prendere ordini. Del resto l’Europa è figlia di un grande sogno, ideale e idealista. Il sogno di chi, rinchiuso in un’isola al confino, ebbe il coraggio e la forza di sognare gli Stati Uniti d’Europa. Mi riferisco naturalmente al manifesto di Ventotene, voluto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e altri compagni di prigionia. L’incontro con Angela Merkel è stato utile ed insieme abbiamo ribadito che il più grande pericolo per l’Europa sono populismo e demagogia e io personalmente continuo a credere che populismo e demagogia crescano con più forza dove c’è disoccupazione, dove manca la crescita, dove l’austerity cieca annulla le prospettive di sviluppo. Ma quello che manca all’Europa di oggi è la dimensione ideale, la forza del sogno, la capacità di dire no a chi immagina muri e frontiere. E allora il giorno dopo Berlino, ho visitato Ventotene per annunciare l’impegno del governo italiano a rilanciare questo spirito europeo. E anche per presentare il progetto di recupero del carcere di Santo Stefano, dove tra l’altro sono stati rinchiusi alcuni tra i più grandi protagonisti della Resistenza e del dopoguerra, da Sandro Pertini a Umberto Terracini. Coinvolgeremo le migliori università europee, a cominciare dall’Istituto Universitario Europeo. E faremo del carcere una foresteria dove ospitare incontri, stage, corsi di formazione per giovani europei e del Mediterraneo. Quel posto, così carico di memoria rischia di diventare un insieme di ruderi. Noi vogliamo salvarlo e rilanciarlo. Non salveremo l’Europa con i professionisti dello zero virgola, ma con la coscienza di una nuova generazione di cittadini europei. Solo lo spirito di Ventotene potrà salvare l’Europa da chi vorrebbe erigere muri e chiudere Schengen’. Questo è quanto…

Cocis

 

 

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