Cad e ‘bandiera bianca’ della Municipalità 2.0

E’ con soddisfazione che annunciamo la partecipazione del ‘Cad sociale’ al manifesto Anpci di lotta, protesta, ma soprattutto proposta, per scongiurare l’assurda proposta di legge Lodolini che prevede, per la ipotetica semplificazione del Paese e il raggiungimento di una significativa spending review, la cancellazione di tutti i Comuni al di sotto dei 5000 abitanti, cioè circa 5600 Comuni. Insieme a Franca Biglio, Federfarma e Federanziani, si è suggellato l’impegno a ‘coordinare programmi e azioni volte alla tutela delle popolazioni dei piccoli comuni’. In apposita Conferenza Stampa del 28.01.2016 all’Hotel delle Nazioni a Roma, si è comunicata la decisione di abbracciare l’iniziativa di esporre da case e Municipi dei piccoli comuni la ‘bandiera bianca’. Non per manifestare arrendevolezza, ma a rappresentare la ‘Nuova pagina bianca’, dove scrivere l’etica, la qualità e l’efficienza della ‘Municipalità 2.0’ all’interno di Progetti Territoriali Condivisi di politiche integrate di prodotto per servizi primari e/o accessori. I Piccoli Comuni partecipano a questi, condividendo la necessità di avere stazioni appaltanti degne di nota, tali da interessare anche investitori stranieri. Però non transigono dalla conservazione della propria autonomia amministrativa, mantenendone la ‘registrata gratuità di Volontariato’, e al diritto di Controllo attraverso le Carte dei Servizi di contratto con diritto di revoca o rescissione. Il 12 Marzo 2016 a Volterra in Toscana, in uno degli ultimi medi comuni che ha aderito ad Anpci, si registrerà un grande evento per dire No alle fusioni ‘semplificate o coatte’, vera assurda rottamazione culturale, a difesa e per lo sviluppo delle autonomie locali, patrimonio indispensabile alla partecipazione attiva della crescita del Paese; insomma ‘I paesi per il Paese’. L’Italia deve essere riformata dai Sindaci Associati e non dal ‘Sindaco Riformatore’. I piccoli comuni sono la capillarità venosa del Paese da cui non si può prescindere per sviluppare soprattutto la crescita e lo sviluppo interno con sostenibili politiche per l’accoglienza, la conoscenza e l’attuazione. Sembra che per il momento il Governo sia mal consigliato sull’argomento, il ‘cartello Biglio’ vuole smentire i cattivi consiglieri e suggerire proposte progettuali territoriali realizzabili, tecnicamente ed economicamente, seguendo la semplice usanza della diagnosi e terapia dei suoli, soprattutto per quelli a rischio idro-geologico. Matteo ha prodotto con merito soluzioni di riforma impensabili nel Paese, riuscendo a mettere all’angolo le monarchie delle rendite di posizione. L’invito è di proseguire e di non farsi abbindolare da quelle lobby ancora in vita, trasformiste e cinicamente mascherate. Oggi c’è la possibilità di risolvere il problema a ‘Km 0’ nel cuneese (Biglio e Costa, neo Ministro degli Affari Generali, entrambi della provincia di Cuneo), un bel gianduiotto municipale, al netto dei soliti noti. Evitiamo che questi producano altri danni dopo quelli già fatti con gli ATO della Legge Galli. Oppure si attuino altre gaffe sgambett”, come quelle di scatolare le avvenenti statue romane, magari decidendo di scatolare 5600 Comuni.

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