Buttiglione: “Amnistia per il Premier”. Giovanardi: “E’ ricatto”

”Berlusconi passi la mano, lasci la guida del governo e i suoi processi penali saranno bloccati. Tutti”.  E’ questa la proposta avanzata dal presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione, in un’intervista a ‘L’Avvenire’. Riprende l’idea avanzata ieri da Pisanu, subito bocciata dallo stato maggiore del Premier, la elabora e va oltre. Non lo dice chiaramente ma Buttiglione pensa ad una amnistia personalizzata per il Cavaliere a patto che Berlusconi lasci la guida del governo. Le dimissioni da premier, è questo il pensiero del presidente dell’Udc, porterebbe alla formazione di un governo di unità nazionale per affrontare e risolvere la crisi economica e ridare fiducia al mercato. Per Buttiglione e non solo per il presidente del partito di Casini, il problema per il Paese è Silvio Berlusconi. Insomma, sostiene il centrista, se il Cavaliere lascia, l’Italia si riprende e noi garantiamo che la giustizia non lo perseguiti. Buttiglione, infatti, sollecita, il presidente del consiglio a “dare una mano per salvare il paese dalla speculazione che andrà avanti fino a quando non farà una scelta. Noi lo garantiremo da vendette, da espropri e dal carcere. Non potremo bloccare azioni e processi civili ma i procedimenti penali”. Come sempre, quando si parla di giustizia, Antonio Di Pietro, non è tenero nei confronti di Silvio Berlusconi. “Il nostro virus si chiama Berlusconi: tornasse ad Arcore! Anzi se tornasse a San Vittore sarebbe meglio”, è la battuta pesante del leader dell’Italia dei Valori intercettato da passanti e giornalisti proprio fuori Montecitorio. A stretto giro la risposta degli uomini vicini al Cavaliere. Giovanardi parla di ricatto. “In termini comprensibili a tutti, la proposta di Buttiglione a Berlusconi di dimettersi garantendogli un salvacondotto e la chiusura di tutte le pendenza penali a suo carico si chiama ricatto”. Ribatte stizzito il sottosegretario Carlo Giovanardi. ”Perchè – spiega – i casi sono due: o le indagini hanno un fondamento e Berlusconi deve essere trattato come ogni altro cittadino o sono strumentali per costringerlo alle dimissioni: in ambedue i casi è una proposta indecente”.

“Un governo tecnico sarebbe un rimedio peggiore del male”. Lo ha detto il leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, intervistato a SkyTg24. “Le grandi lobby economiche e finanziarie, di fronte all’impresentabilità di Berlusconi – ha proseguito – invocano un governo tecnico per fare, forse con ancora più crudeltà, la stessa operazione di macelleria sociale ma con una classe dirigente più presentabile”. “Il problema che abbiamo di fronte – ha concluso Vendola – non è tecnico, è politico perché riguarda l’impotenza della politica di fronte al fatto che il dominus del mondo è rappresentato dai mercati finanziari”.

 

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