Buoni pasto. Il Governo ci ripensa: non saranno tagliati

“La norma relativa ad una presunta riduzione dei buoni pasto per i dipendenti pubblici non figura nella versione definitiva della legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Ogni polemica sull’argomento, pertanto, è fuori luogo e strumentale”. Palazzo Chigi in una nota diffusa in mattina smentisce le polemiche innescate da una bozza del ddl che avrebbe previsto l’abolizione del buono pasto per gli statali che lavorano meno di otto ore. L’idea di privare gli statali di questo beneficio è stata duramente contestata dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. “Il Governo farebbe bene a non tagliare i buoni pasto per gli statali perché la nostra reazione sarà durissima”, aveva assicurato nella giornata di ieri.

I buoni pasto per gli statali furono introdotti nel lontano 1996 ed erano rimasti al valore iniziale di 9 mila lire. Con l’introduzione della moneta unica vennero convertiti in 7 euro, che attualmente valgono meno in potere d’acquisto rispetto al valore iniziale. Il ticket per il pasto viene corrisposto a chi lavora 36 ore a settimana, almeno sette ore e 12 minuti al giorno. Chi fa questo orario lavorativo tutta la settimana ha diritto a cinque buoni alla settimana, 22 al mese.

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