Bulgaria, esplosione bus: kamikaze ha un volto ma non un nome

Ha un volto ma non un nome, l’autore della strage di Burgas. Ed infatti dopo la diffusione del video, è partita una “folle caccia all’uomo”. Le prime indiscrezioni hanno identificato il responsabile dell’esplosione del bus nello svedese di origine algerina, Mehdi Ghezali. Ma le smente si sono susseguite a catena. A negare la notizia, prima la Svezia ,poi la stessa Bulgaria.

E’ quanto riporta l’agenzia bulgara online Vesti che nello smentire tale notizia, cita come fonte il ministero dell’interno . Le indagini sono quindi ferme ad un punto di non ritorno. Ma ogni ad ogni ora che passa diventa sempre più alto il rischio per l’incolumità non solo bulgara, ma moniale.

Kamikaze è un bianco 35enne. L’’immagine di un uomo magro, di carnagione chiara, con lunghi capelli biondi, sui 35 anni, che va avanti e indietro nervosamente tenendo a spalla un grande zaino nero, è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto, che le autorità bulgare hanno diffuso.

“Un uomo che non attira assolutamente l’attenzione più di tanti altri turisti in attesa o in arrivo, ha detto il ministro dell’Interno bulgaro Tsvetanov, secondo il quale l’uomo avrebbe avuto sui 35-36 anni. Gli inquirenti, ha aggiunto, sono in possesso delle sue impronte digitali, e attualmente sono in corso esami sul Dna. Finora, ha ribadito il ministro, nessuna rivendicazione dell’attentato è giunta alle autorità bulgare. Intanto proseguono senza sosta i controlli nella zona dell’aeroporto di Burgas su tutti i possibili testimoni alla ricerca di indizi utili alle indagini, con gli inquirenti bulgari, ha ancora detto il ministro, che sono in contatto costante con polizia e intelligence di Israele, nonché con l’Fbi degli Stati Uniti.

Attentato aeroporto bulgaro: salgono a 8 le vittime, 31 i feriti. Otto morti e 31 feriti: questo è il bilancio dell’esplosione avvenuta ieri in un autobus di turisti israeliani appena atterrati a Burgas (Bulgaria). Secondo quando sostiene Tsvetan Tsvetanov ministro dell’Interno bulgaro, l’attentato è stata opera di un kamikaze, che aveva una patente Usa falsa.“L’esplosione è stata provocata da un uomo che è morto nell’attentato e la cui identità esatta non è stata stabilita ancora. Il suo documento di viaggio era una patente falsa dello Stato del Michigan”.I morti dell’attentato al bus israeliano sono sei israeliani, un bulgaro e il kamikaze, ha specificato il ministro Tsvetanov. A bordo del bus c’erano 151 persone. Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato che sono almeno 31 i turisti israeliani rimasti feriti, tre dei quali in modo grave, mentre è ancora in corso l’identificazione delle vittime. Secondo la Stella rossa di David (Magen David Adom, l’equivalente israeliano della Croce rossa) “ci sono 31 feriti, 28 dei quali ricoverati a Burgas e altri tre, in gravi condizioni, trasferiti a Sofia”, ha reso noto un portavoce del governo israeliano. Non si esclude che altri feriti possano trovarsi in altri ospedali. E la Magen David Adom sta verificando questa eventualità, ha precisato la fonte. In Israele il premier Benyamin Netanyahu ha subito puntato il dito contro l’Iran, accusato di una campagna terroristica su vasta scale per “colpire innocenti”. In serata, il ministero dell’interno bulgaro, dopo ore di incertezza, ha confermato l’ipotesi dell’attentato, affermando che si sta verificando se si sia trattato di una bomba collocata in una delle valigie dei turisti caricate sull’autobus o se invece l’ordigno sia stato posto sul pullman in precedenza. Secondo la ricostruzione fornita dai responsabili locali bulgari, l’inferno di fuoco si è scatenato al parcheggio degli arrivi dello scalo aereo di Burgas, poco dopo lo sbarco dei turisti israeliani giunti con un volo charter da Tel Aviv.

Il gruppo di vacanzieri doveva essere trasportato nel complesso balneare di Slancev Briag (Costa d’Oro), una trentina di km da Burgas. Subito dopo la salita a bordo dei turisti si è prodotta la potente esplosione che ha sventrato il bus, con le fiamme che si sono rapidamente estese ad altri quattro pullman parcheggiati accanto e con a bordo turisti di altre nazionalità. Gli automezzi hanno preso fuoco e probabilmente vi sono feriti anche fra gli altri gruppi di turisti a bordo. Non ha trovato finora conferma l’ipotesi di un attentato suicida da parte di un terrorista kamikaze, evocato da testimoni e rilanciato dalle tv israeliane. “Tutto indica che dietro l’attentato ci sia l’Iran”, ha detto Netanyahu, che ha sottolineato come l’attentato odierno sia avvenuto nel 18/mo anniversario dell’attacco terroristico che devastò un edificio della comunità ebraica a Buenos Aires. Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak da parte sua ha promesso che Israele saprà trovare e punire i responsabili. Da Tel Aviv è prontamente partito un aereo speciale con equipe medica e personale di soccorso per i feriti. Subito dopo l’attentato l’aeroporto di Burgas è stato chiuso al traffico e i voli dirottati sullo scalo di Varna, sempre sul Mar Nero. A Burgas sono recati il premier Boiko Borisov e il ministro dell’interno Tsvetan Tsvetanov, insieme all’ambasciatore israeliano. Il presidente bulgaro Rossen Plevneliev, che gli ha raggiunto poco dopo, ha parlato di “grave atto terroristico”. L’attacco odierno contro cittadini israeliani è senza precedenti in Bulgaria, le cui autorità hanno elevato il livello di allarme per rafforzare la sicurezza di tutti i siti e le installazioni collegate a interessi israeliani. Secondo l’ex premier socialista bulgaro Serghiei Stanishev, alcuni mesi fa Israele avrebbe avvertito le autorità bulgare della possibilità di un simile attentato. Ferma condanna per l’attacco terroristico anti-israeliano è giunta dall’amministrazione americana, dai vertici Ue e da vari governi europei, compreso quello italiano. Il presidente Usa Barack Obama ha duramento condannato quello che ha definito “un atto barbaro”, mentre il ministro degli esteri Giulio Terzi si è detto “sgomento per l’attentato che ci riporta drammaticamente indietro agli anni più bui del terrore”.

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