Budapest: migliaia in piazza contro la costituzionale voluta da Orban

Decine di migliaia di persone hanno manifestato ieri sera a Budapest contro la riforma costituzionale del premier conservatore Viktor Orban, entrata in vigore con l’inizio del nuovo anno. La protesta è avvenuta fuori del Teatro dell’Opera di Budapest in concomitanza di una serata di gala per festeggiare la firma della Costituzione, organizzata dal Fidesz, il partito del premier. E’ stata una mobilitazione senza precedenti, secondo gli organizzatori, che ha portato in piazza tutti i partiti di opposizione e le organizzazioni civili. I dimostranti accusano Orban di aver minato la democrazia in Ungheria attraverso le modifiche apportate alla Carta Costituzionale. Critiche sono giunte anche dall’Ue, dagli Stati Uniti d’America, dal Fmi e da numerose Ong. Ma il leader del Fidesz, che controlla i due terzi del Parlamento, non è disposto a fare nessun passo indietro. Un atteggiamento questo che potrebbe incrinare le trattative per ricevere un prestito dal Fondo monetario internazionale e dall’Ue e portare l’Ungheria in una difficile crisi economica che finirebbe per aggravare il già delicato quadro europeo. Diversi sono i punti della riforma costituzionale contestati dai partiti di opposizione: un preambolo in cui si difende “l’unita intellettuale e spirituale della Nazione”, che viene visto come un modo per giustificare la repressione del dissenso. L’inclusione, in Costituzione, di temi etici sottraendoli alla discussione parlamentare come le norme sull’aborto, il matrimonio solo tra uomo e donna e nuove norme su l’ergastolo e la pena di morte. Contestato è anche il nuovo sistema elettorale che ora favorirebbe solo il partito del premier. Orban, negli ultimi giorni del 2011, era già intervenuto sulla Costituzione approvando una riforma sulla ‘nazionalizzazione’ della Banca Nazionale Ungherese.

 

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