Si preannuncia uno degli incontri più delicati degli ultimi anni nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Unione europea. La Commissione europea ha confermato che il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer sarà a Bruxelles il 23 novembre per un confronto diretto con il commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič.
Secondo funzionari europei, il colloquio potrebbe assumere toni particolarmente tesi, poiché Washington continua a esercitare pressioni crescenti sull’UE per ottenere modifiche normative e concessioni tariffarie che riguardano settori chiave dell’economia transatlantica.
Le richieste degli Stati Uniti: “servono cambiamenti immediati”
Gli Stati Uniti lamentano da mesi che alcune normative europee – in particolare quelle su standard industriali, sostenibilità e requisiti per l’accesso al mercato – sarebbero penalizzanti per le imprese americane.
Secondo fonti vicine all’amministrazione di Donald Trump, l’obiettivo è chiaro: ottenere un rapido allineamento europeo su una serie di impegni presi nei precedenti colloqui ad alto livello.
Tra questi figurano:
- Azzeramento totale delle tariffe sui prodotti industriali statunitensi destinati all’Unione europea.
- Piani di investimento su larga scala di aziende europee negli Stati Uniti, con l’obiettivo di rafforzare la manifattura americana.
- Un maggiore impegno dell’UE nell’acquisto di energia statunitense, in particolare gas naturale e petrolio, parte della strategia energetica USA per consolidare il mercato europeo come sbocco primario.
La Casa Bianca vuole mostrare progressi concreti prima della fine dell’anno e considera l’UE un partner “strategico ma ancora troppo esitante”.
La risposta UE e la legislazione in sospeso
Per tentare un primo avvicinamento, la Commissione europea aveva presentato lo scorso agosto una proposta di legislazione che prevedeva una significativa riduzione dei dazi su alcune categorie di merci statunitensi.
La misura puntava soprattutto ad alleggerire i dazi su automobili e componenti auto, un settore su cui l’industria europea si gioca una parte della propria competitività globale, soprattutto nel momento cruciale della transizione elettrica.
Tuttavia, il percorso legislativo si è rapidamente complicato. La proposta non ha ottenuto l’approvazione né del Parlamento europeo né del Consiglio, lasciando Bruxelles con le mani legate e aumentando la frustrazione degli Stati Uniti.
Un diplomatico europeo ha ammesso, sotto anonimato, che lo stallo “rischia di creare un problema politico serio”, soprattutto ora che Washington pretende risposte rapide.
Un negoziato che tocca settori strategici
Il confronto tra Greer e Šefčovič non sarà solo tecnico. Sarà decisivo per definire la direzione dei rapporti economici tra i due blocchi in tre aree sensibili:
- Industria automobilistica – Gli USA vogliono un accesso più facile al mercato europeo, mentre Bruxelles teme l’arrivo massiccio di modelli americani a prezzi competitivi.
- Energia e sicurezza energetica – L’UE sta diversificando le forniture, ma l’acquisto di energia statunitense comporta costi elevati e implicazioni geopolitiche rilevanti.
- Politiche industriali e aiuti di Stato – Le misure europee per sostenere le proprie industrie emergenti, dall’idrogeno alla tecnologia pulita, sono viste dagli USA come potenziali ostacoli alla concorrenza.
Gli analisti osservano che il negoziato non riguarda soltanto dazi e regole, ma il ruolo stesso che Stati Uniti ed Europa intendono giocare nella nuova competizione globale dominata da Cina e grandi potenze emergenti.
Greer-Šefčovič: una riunione che potrebbe cambiare gli equilibri
L’incontro del 23 novembre potrebbe produrre tre possibili scenari:
1. Compromesso parziale
Un’intesa tecnica su alcune categorie di prodotti, utile a mostrare progressi politici senza impegni troppo onerosi.
2. Accelerazione dell’agenda Trump-von der Leyen
Gli USA potrebbero ottenere garanzie sulle tariffe industriali e sui flussi energetici, con un impegno formale dell’UE a proseguire il percorso legislativo.
3. Nuovo scontro e irrigidimento
Nel caso in cui gli USA giudicassero insufficienti le concessioni, non è escluso un irrigidimento con minacce di nuove misure commerciali o dazi mirati.
Un test per il futuro delle relazioni transatlantiche
Il vertice arriva in un momento in cui i due partner si trovano di fronte a scelte decisive: da un lato gli Stati Uniti intendono proteggere la propria industria attraverso politiche aggressive; dall’altro l’Unione europea sta cercando di preservare la propria autonomia strategica, senza però compromettere un rapporto commerciale dal valore di oltre 800 miliardi di euro l’anno.
Se il confronto dovesse concludersi senza progressi, avvertono gli esperti, i dossier in sospeso potrebbero trasformarsi in nuove frizioni strutturali tra le due sponde dell’Atlantico.
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