Brindisi. Cancellieri: E’ stato un atto terroristico

Nessun arrestato, nessun indagato, nessuno fermato. Ancora nulla. Gli investigatori che stanno cercando di fare luce sull’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, che ha causato la morte della 16enne Melissa Bassi e il ferimento di altre 8 persone, per ora sembrano essere ad un punto morto. L’uomo che ieri è stato portato in Questura come il presunto attentatore, in precedenza era stato sentito anche il fratello, è stato poi rilasciato. E si ritorna al punto di partenza: trovare quanto prima il ‘killer’ che ha premuto il telecomando che ha fatto saltare in arie le due bombole di gas sabato mattina. C’è l’impressione che gli inquirenti tengano il più stretto riserbo sulle indagini in corso per evitare false aspettative ed allarmismi. Sicuramente stanno seguendo una pista ‘vera’ ma per ora tengono le bocche cucite. Si vuole evitare di creare un ‘falso mostro’ per risolvere subito il caso. La parola d’ordine in procura è prudenza. “Stiamo ascoltando e abbiamo ascoltato alcune persone in questura, come persone informate sui fatti. Nessun interrogatorio”, continua a ripetere Milto De Nozza, il sostituto procuratore di Brindisi, applicato ora alla Dda di Lecce, a cui è passata la competenza dell’indagine. L’unica certezza sembra essere l’ipotesi del reato: strage aggravata dalla finalità di terrorismo. E’ stato lo stesso procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, al termine del vertice in prefettura, a mettere l’unico punto fermo in questa vicenda. “Una volta esclusa l’ipotesi di un movente personale nei confronti di una sola delle vittime, non c’è dubbio che qualsiasi altra ipotesi ha un effetto intimidatorio, sia che il gesto sia stato posto in essere da un singolo isolato, sia da un pazzo, sia da un’organizzazione eversiva, sia dalla mafia o Sacra Corona Unita. In ogni caso l’effetto è terroristico”. E di terrorismo parla anche il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nel corso di un’informativa alla Camera sull’attentato di Brindisi. “Indipendentemente dall’accertamento dell’effettiva matrice, che mi auguro possa avvenire già nelle prossime ore, non vi è dubbio che l’attentato di Brindisi, per il gravissimo e diffuso allarme che ne è seguito, possa prestarsi a una lettura in chiave terroristica”. “Se ancora non conosciamo il movente e la mano, sicuramente l’effetto scaturito dall’evento è stato terroristico, nel senso pieno e letterale del termine”. “L’analisi dei filmati della telecamera posizionata sul chioschetto prospiciente l’Istituto professionale permetteva di individuare distintamente, in corrispondenza con l’orario dell’attentato, un uomo che sembra intento ad azionare un telecomando”. “L’ipotesi degli investigatori – ha riferito il ministro – è che si tratti della stessa persona che ha provocato l’esplosione, in quanto, nella sequenza, le immagini consentono di percepire prima un tremolio e subito dopo una nube di fumo. Il soggetto – ha aggiunto – si defilava, infine, dietro il chioschetto per poi dirigersi verso una via adiacente, scomparendo dall’inquadratura delle telecamere”. Ma questo uomo è stato interrogato ieri e poi rilasciato. E poi bisognerebbe capire come una persona, con un handicap ad una mano, abbia potuto da solo non solo ‘assemblare le bombole di gas’ ma soprattutto spostare una campana per i rifiuti e posizionare le due bombole di gas su un muretto. Interrogativi che per ora ancora non trovano alcuna risposta. Il ministro però assicura che saranno “ vagliate tutte le possibili direttrici e nessuna pista può essere esclusa”.

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