Brexit tra May e Renzi

‘Sono davvero felice di dare il benvenuto al nuovo primo ministro inglese, opportunità per lavorare insieme per rendere il più possibile chiaro il cammino del Regno Unito dopo Brexit’,  dice il premier Matteo Renzi al termine del bilaterale con Theresa May.  La Brexit,  ha aggiunto,  è una decisione del popolo britannico che rispettiamo e che richiede da parte di tutti molto buon senso, tempi chiari e la certezza di un percorso. Siamo particolarmente interessati come governo italiano a lavorare insieme, a dare massima collaborazione e supporto, a rendere il più possibile efficace questo percorso difficile. Il fatto che il Regno Unito non farà più parte dell’Ue non toglie niente alla necessità di mantenere i legami che legano questa città, e non solo questa città,  alla Gran Bretagna. Il rapporto culturale, istituzionale, valoriale che lega Italia e Regno Unito è di straordinaria forza, dura da secoli e sicuramente continuerà ad andare avanti.  Ma Matteo  e la  May parlano lingue diverse sulla Brexit. May  non è per niente convinta della ‘timeline’ che chiede Renzi quando dice ‘tempi chiari e la certezza di un percorso’.  La May usa tutte le sue arti diplomatiche per convincere il premier italiano ad associarsi alla disponibilità tedesca a concedere tempo a Londra. La  May è più concentrata a tenere il Regno unito con Scozia e Irlanda del Nord che a uscire dall’Europa:  ‘Dobbiamo collaborare con l’Italia per rispettare la decisione dei britannici e  lasceremo l’Ue ma continueremo ad essere parte dell’Europa’. E fa notare a Renzi che l’Italia è l’ottava nazione per interscambio commerciale con la Gran Bretagna, con  un giro d’affari di 24 miliardi di euro. Ovvero,  Roma può andare di fretta ma la realtà è diversa. ‘Abbiamo concordato di lavorare insieme sul migration compact’,  ha riferito Renzi, per dare una risposta complessa all’emergenza migratoria: ‘È interesse di tutti  avere una linea precisa che agevoli il cammino e dia certezza. Questo vale per chi resta in Ue e il risultato del referendum pone all’Ue una grande questione.  Come immaginiamo l’Ue del futuro? Troppo spesso è sembrata una scommessa del passato e bisogna cogliere l’opportunità per cercare di rilanciare l’ideale europeo. I latini dicevano ‘ex malo bonum’. Con Theresa abbiamo convenuto sulla necessità di lavorare insieme sul migration compact per l’Africa, spiega in sintesi Renzi,  che  ha fatto notare alla premier britannica come gli aiuti allo sviluppo da Bruxelles siano collegati con una certa collaborazione nel settore migratorio. Ovvero,  Londra non può pretendere di rimanere nel mercato unico e allo stesso tempo recuperare tutta la sovranità sull’immigrazione indipendentemente da Bruxelles. May acconsente  ma a denti stretti perchè dovrà  spiegarlo in patria,  dove è già  finita nel mirino dei ‘Brexiters’,  che la accusano di voler annacquare il risultato del referendum. Sull’immigrazione risponde con una frecciatina: ‘I diritti degli italiani che vivono nel Regno Unito non saranno toccati. Ma io non potrò farlo solo nel caso in cui verranno garantiti i diritti dei britannici che vivono negli altri Stati europei. Ma questo potrà essere affrontato a tempo debito. Insomma Londra chiede tempo e sa di averlo già ottenuto da Berlino.  Se ne riparlerà il 22 agosto a Ventotene, nell’incontro del nuovo direttorio europeo: Renzi, Merkel, Hollande.

Cocis

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