Brexit, Parlamento boccia l’accordo. May non si dimette. Corbyn: Mozione di sfiducia

La Camera dei Comuni boccia l’accordo sulla Brexit che la premier Theresa May ha raggiunto con l’Ue. I voti contrari sono stati 432, quelli favorevoli solo 202. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia contro la premier britannica che sarà discussa domani e poi votata alle 19 ora locale (le 20 in Italia. La ratifica è stata negata con uno scarto pesante per il governo Tory di 239 voti: ben 118 i deputati conservatori hanno votato contro l’accordo con Bruxelles sulla Brexit. Ma la partita che si giocherà domani dovrebbe trovare il partito compatto sulla premier.

Corbyn ha parlato di “sconfitta devastante”, ha accusato la premier d’essersi negata al dialogo con l’opposizione per scongiurare un no deal e di aver privilegiato gli interessi del Partito Conservatore su quelli del Paese. Ha infine auspicato che la Camera dia domani il suo “verdetto sull’incompetenza di questo governo”.

“La Camera ha parlato e il governo ascolterà. E’ chiaro che la Camera non sostiene questo accordo, ma il voto non ci dice cosa invece la Camera sostenga. Non ci dice come si intenda onorare la decisione presa dal popolo britannico in un referendum” sono state le prime parole della premier britannica dopo il voto. “Per prima cosa, bisogna confermare se questo governo goda ancora della fiducia della Camera. Io credo di sì, ma è giusto che altri abbiano la possibilità di verificarlo, se vogliono. Se il governo otterrà la fiducia, terremo incontri in uno spirito costruttivo” per arrivare ad ottenere “un sostegno sufficiente in questa Camera”. Verranno discusse eventualmente nuove idee e “il governo le esplorerà poi con l’Unione Europea”. Quindi almeno per questa sera le dimissioni non dovrebbero essere all’ordine del giorno.

“Il Parlamento britannico ha detto quello che non vuole. Ora è tempo di scoprire che cosa vogliono i parlamentari britannici. Nel frattempo, i diritti dei cittadini devono essere salvaguardati” scrive su Twitter Guy Verhofstadt, coordinatore per la Brexit del Parlamento europeo.

Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker esorta “il Regno Unito a chiarire le sue intenzioni il prima possibile. Il tempo è quasi finito”. “Il rischio di un ritiro disordinato del Regno Unito dall’Ue è aumentato con il voto di stasera. Anche se non vogliamo che succeda, la Commissione Europea continuerà il lavoro di emergenza per aiutare a far sì che l’Ue sia pienamente preparata” ad ogni evenienza.

Juncker prende atto “con rammarico” del voto ai Comuni e aggiunge che “il processo di ratifica dell’accordo di ritiro continua, da parte dell’Ue”. L’accordo “è un compromesso equo e il miglior accordo possibile” ed è “il solo modo di assicurare un ritiro ordinato del Regno dall’Unione”.

“Se un accordo è impossibile, e nessuno vuole un no deal, allora chi avrà alla fine il coraggio di dire qual è l’unica soluzione positiva?”, scrive in un tweet il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk dopo il voto su Brexit.

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