Botta e risposta tra Laura Boldrini e Giorgia Meloni

Laura Boldrini si fa fotografare con  cartello antifascista ma nella realtà di oggi con i suoi problemi, a cui la politica seria deve guardare, il contento dei messaggi boldriniani è ridicolo e fuori luogo. Fatto poi dalla ex presidente della Camera è un insulto a chi crede che possa esistere uno spirito politico serio, affidabile e reale, lontano dai riflettori.

Mi viene da pensare ad un ex presidente della Camera, poi Capo dello Stato, che si chiamava Sandro Pertini. All’epoca delle battaglie politiche per il divorzio, condotta dai radicali, che manifestavano all’ingresso della Camera dei Deputati, Sandro Pertini uscì immediatamente: ‘Andate via, manifestate altrove, questo è un luogo ‘Sacro’. I manifestanti radicali si spostarono nell’immediato. Altri tempi, altro e ‘Alto’, senso del ‘dovere’ della politica.

Con l’antifascismo non si mangia, con l’antifascismo sventolato dalla della Camera non si risolvono le  emergenze gravi dell’Italia: ‘Povertà, disoccupazione, criminalità’: inizia così la risposta di Giorgia Meloni, leader di FdI, che alla vuota retorica risponde usando lo stesso codice scritto, i cartelli, ma riempiendoli di contenti veri: ‘Nonna Maria, pensionata sociale’,  recita uno dei cartelli della Meloni,  che  dice: ‘Ma veramente la Boldrini perde tempo con le idiozie sul fascismo? Radical chic in miniera’. Il video di Giorgia Meloni che mette in sequenza i cartelli della Boldrini prima e poi quelli sciorinati da lei è impietoso. La splendida campagna elettorale che la Meloni sta conducendo a contatto con le persone vere, i pensionati sociali, i disoccupati, gli ultimi, incontrati nei mercati rionali e nei luoghi pubblici, non reggono il confronto con la propaganda da salotto radical-chic della ex terza carica dello Stato.

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