Bonus prima casa, come può essere fruito il credito d’imposta residuo

L’eventuale importo residuo del credito d’imposta sul bonus prima casa può essere riutilizzato? A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello numero 44 del 18 gennaio 2021, nel quale vengono esplicitati i casi in cui i crediti d’imposta per operazioni immobiliari legate alla prima casa possono essere fruiti solo per intero o anche parzialmente, e quando possono essere fruite in diminuzione di altre imposte oppure in compensazione in dichiarazione dei redditi.

Quando e come usare l’importo residuo del credito d’imposta

Non è possibile beneficiare dell’importo residuo del credito d’imposta per ridurre le imposte di registro e ipocatastali, per un secondo atto di acquisto. In questi casi deve essere fruito in maniera integrale. Ma può essere utilizzato in compensazione o in dichiarazione dei redditi per ridurre l’Irpef.

Lo ribadisce l’Agenzia dell’Entrate con la risposta n. 44 del 18 gennaio 2021: nel caso in cui il credito di imposta “prima casa” sia stato utilizzato solo parzialmente per il pagamento dell’imposta di registro dovuta per l’atto in cui il credito stesso è maturato, l’importo residuo potrà essere utilizzato dal contribuente in diminuzione dall’Irpef o in compensazione delle somme dovute.
In questo caso è necessario procedere “al momento della presentazione della prima dichiarazione dei redditi successiva al riacquisto o della dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui è stato effettuato il riacquisto stesso”.

Non potrà invece essere utilizzato in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, e dell’imposta sulle successioni e donazioni per gli atti presentati successivamente alla data di acquisizione del credito. In questi casi, infatti, il credito deve essere utilizzato per l’intero importo.

Credito d’imposta prima casa, cos’è

L’agevolazione prima casa  prevede due formule:

  • in caso di privati o imprese che vendono in esenzione Iva, si applica un’imposta di registro proporzionale nella misura del 2% (invece che 9%); imposta ipotecaria e catastale fissa di 50 euro;
  • in caso di imprese con vendita soggetta a Iva, l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto scende dal 10% al 4% e le imposte di registro, ipotecarie e catastali vengono versate nella misura di 200 euro ciascuna.

A questi benefici se ne aggiunge un altro: la possibilità di usufruire di un credito di imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato, in caso di nuovo acquisto entro un anno dall’alienazione dell’immobile al quale è stata applicata l’agevolazione.

Credito d’imposta bonus prima casa, come può essere utilizzato

Il credito d’imposta collegato al bonus prima può essere utilizzato:

  • in diminuzione dell’imposta di registro dovuta in relazione al nuovo acquisto;
  • in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, dovute sugli atti e denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito;
  • in diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla prima dichiarazione successiva al nuovo acquisto ovvero alla dichiarazione da presentare nell’anno in cui è stato effettuato il riacquisto stesso;
  • in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (usando il codice tributo 6602).

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