Bonomi nuovo leader di Confindustria, “Non è il momento di gioire”

Il, mandato di Vincenzo Boccia quale presidente di Confindustria è giunto al termine. Lo statuto di via dell’Astronomia, infatti, non prevede la rinnovabilità del mandato, stabilita in quattro anni. Il nuovo leader di Confindustria è Carlo Bonomi, che ha battuto Mattioli nella votazione: “Non è il momento di gioire”, ha dichiarato Bonomi dopo la sua vittoria.

 Certo, la scadenza arriva nel bel mezzo di una situazione d’emergenza per l’intero Paese. I 180 aventi diritto non hanno potuto ovviamente riunirsi a Roma. Oggi il Consiglio Generale degli industriali, in videoconferenza, ha votato online per designare il nome del futuro presidente da portare poi, per l’elezione finale, al voto dell’assemblea degli industriali il 20 maggio. Al termine della votazione Bonomi ha superato Mattioli e il suo nome sarà messo ai voti in occasione dell’assemblea del prossimo 20 maggio, quando dovrebbe essere ratificata la sua designazione.

 Non è il momento di gioire. Dobbiamo metterci immediatamente in condizioni operative tali per affrontare con massima chiarezza ed energia la sfida tremenda che è davanti a noi: continuare a portare la posizione di Confindustria su tutti i tavolo necessari rispetto ad una classe politica che mi sembra molto smarrita in questo momento, che non ha idea della strada che deve percorrere il nostro Paese. La politica ci ha esposto ad un pregiudizio fortemente anti-industriale che sta tornando in maniera importante in questo Paese. Non pesavo di sentire più l’ingiuria che le imprese sono indifferenti alla vita dei propri collaboratori. Sentire certe affermazioni da parte del sindacato mi ha colpito profondamente. Credo che dobbiamo rispondere con assoluta fermezza.

In vantaggio c’è Carlo Bonomi, imprenditore lombardo del settore biomedicale. Il 53enne di Crema era dato quale probabile futuro presidente già ampiamente prima che si aprissero i giochi delle candidature. Dalle consultazioni del sistema di rappresentanza degli industriali si è visto poi certificare dalla commissione dei ‘Saggi’ un consenso “superiore alla maggioranza assoluta” al termine di una fase, tra febbraio e marzo, in cui le indicazioni di voto raccolte (nel suo caso, “consensi che superano il 60%”) erano disperse anche su un terzo candidato, l’industriale bresciano dell’acciaio Giuseppe Pasini. A quel punto, è entrata in campo Licia Mattioli. Nata a Napoli nel 1967, è piemontese di adozione. Opera nel settore orafo.

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