Direttiva Bolkestein e tutela delle imprese balneari

 Fratelli d’Italia reagisce alla dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti al decreto Dignità presentati contro la Bolkestein, la direttiva europea che rischia di consegnare ad aziende straniere la concessione di spiagge, monumenti e mercati rionali: ‘I presidenti delle commissioni Finanze e Lavoro della Camera hanno dichiarato inammissibili i nostri emendamenti anti-Bolkestein. Una scelta incomprensibile. Nel decreto infatti si parla di contrasto al precariato ma evidentemente per la maggioranza la situazione di incertezza in cui da ormai troppi anni lavorano balneari e ambulanti non li rende sufficientemente precari’, hanno dichiarano in una nota i deputati di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza, Riccardo Zucconi e Walter Rizzetto: ‘Parliamo del frutto di una mentalità dirigista per cui precario può essere considerato solo il lavoratore dipendente e non il piccolo imprenditore che ha investito i risparmi di una vita e ora rischia di vedersene privato da una direttiva europea folle e mal recepita dall’Italia. Peccato perché l’approvazione dei nostri emendamenti avrebbe consentito di restituire stabilità e futuro a questi due settori. Li ripresenteremo in occasione del Milleproroghe e lì capiremo le reali intenzioni della maggioranza’.

La direttiva Bolkestein è un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006  e recepito nell’ordinamento italiano dal governo Berlusconi, nel 2010. Prende il nome da Frits Bolkestein, allora commissario per la concorrenza e il mercato interno. L’obiettivo della direttiva è favorire la libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari Paesi.

Uno dei punti della direttiva e del suo provvedimento di recepimento, quello che riguarda l’obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici e beni demaniali. Già negli anni scorsi, ad esempio, contro la direttiva Bolkestein si erano scagliati i titolari di concessioni delle spiagge italiane. Di norma infatti molte concessioni venivano rinnovate a scadenza con un accordo diretto pubblico-privato, senza delle vere e proprie gare a cui avessero accesso anche altri operatori. Dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia, che ha sanzionato la pratica del rinnovo automatico delle concessioni.

 La direttiva Bolkestein prevede che siano messe a bando molte concessioni pubbliche.

Il ministro delle politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio,  nell’audizione di fronte alle commissioni congiunte di Camera e Senato, ha affermato nuovamente la sua posizione a difesa del demanio marittimo e sull’interpretazione autentica della direttiva Bolkestein.

 Paolo Ripamonti, senatore della Lega e vice presidente commissione Industria, commercio, turismo del Senato, commenta le affermazioni del ministro Centinaio in merito alle linee guida sul turismo: ‘Le concessioni demaniali sono beni e non servizi e di conseguenza, non possono essere soggette alla direttiva europea.  Questa è da sempre la posizione della Lega, che si batte in favore delle imprese balneari e degli oltre 30 mila concessionari che rappresentano una parte importantissima dell’economia nazionale e, in particolare, della Liguria. Come ha annunciato il ministro, pronti a intervenire a livello normativo, in pieno accordo con le Regioni’.

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