Bilancio Ue, leader ‘distanti’: nessun accordo. Rinviato il vertice

Fumata nera al vertice di Bruxelles che si chiude senza nessun accordo sul bilancio 2014-2020. La notizia arriva da alcune fonti diplomatiche italiane, secondo cui i 27 hanno fatto proprie le parole di Jean Claude Juncker per il quale “non ci sono né vincitori, né vinti”. Il vertice, secondo le stesse fonti, ha affidato al presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy il "mandato" di presentare una nuova bozza di compromesso che sarà discusso in un successivo vertice.

Ma il nulla di fatto era già nell'aria alla ripresa del summit di oggi, quando le opinioni dei leader Ue si sono mostrate ancora troppo discordanti. Su un unico punto sembravano essere tutti d’accordo: rimandare l’approvazione del bilancio. “Nell’ultima proposta di compromesso presentata al vertice straordinario Ue sul bilancio ci sono alcuni progressi che tuttavia consideriamo insufficienti”, hanno riferito fonti della delegazione italiana presenti al summit in corso a Bruxelles. Della stessa opinione il premier lussemburghese  Jean Claude Junker: “La nuova bozza è un progresso, ma non sufficiente, ed è probabile che ci sarà un nuovo summit sul bilancio a gennaio-febbraio”. “Penso che non sarà possibile raggiungere oggi un accordo sul bilancio Ue”, ha dichiarato invece il cancelliere tedesco Angela Merkel. “Credo che in questa fase dei negoziati non si arrivi a quello che dobbiamo raggiungere, ovvero una decisione unanime”, ha detto la cancelliera al suo arrivo alla seconda giornata dei lavori del vertice straordinario Ue sul bilancio. Per il presidente Ue Van Rompuy, il problema è sciogliere i contrasti “ tra Merkel e Hollande”. Ormai,“la distanza tra minimalisti e massimalisti è di noccioline, la questione è politica, non economica e con la proposta sul tavolo, da 970 miliardi, Cameron in termini reali rispetta tecnicamente quanto gli chiede il suo Parlamento”. Per questo motivo Van Rompuy persevererà nel suo intento e cercherà di chiudere l’accordo senza rinvii: “Non c’é motivo: tutti conoscono le posizioni e non possono cambiare da qui a gennaio”. Tra quelli che vengono definiti “massimalisti” ci sono Francia, Italia, Spagna ed i paesi dell'est, tra i “minimalisti”Gran Bretagna, Svezia e Olanda. La distanza è quantificata nello “0,05% del pil”ovvero circa 20 miliardi, spalmati in sette anni e divisi tra 28 paesi (a luglio 2013 entrerà la Croazia).  

 

Monti:  “Italia ha detto no ad una tendenza al ribasso”. "Era in corso una tendenza – non sto rilevando niente – a favorire oggi un accordo al ribasso: una tendenza alla quale ci siamo opposti", ha detto il premier Mario  Monti al termine del vertice.

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